La casta è ladra, ma i moralisti non sono meglio

Leonardo Sciascia coniò a suo tempo il termine “Antimafia di professione” per designare tutto quel mondo che, riempiendosi la bocca di chiacchiere sulla lotta alla mafia, si è costruita una carriera.

E da diversi lustri abbiamo i professionisti dell’anticorruzione e dell’anti-evasione fiscale, ossia gente che ha fatto del moralismo più bieco e superficiale il proprio cavallo di battaglia. Peccato, che vent’anni di moralismo e manipulitismo abbiano prodotto altrettanta corruzione e un clima di odio reciproco che alimenta lo spirito di fazione, già alto in noi italiani, distorce la realtà e rende impossibile la ricerca di soluzioni per uscire da questo momento di crisi. Anzi, è triste dirlo, ma è in parte grazie a corruzione ed evasione fiscale che quel poco di economia produttiva riesce a sopravvivere.

Indubbiamente, la casta politica ladra e corrotta esiste e non è un’invenzione. Ma laddove i moralisti distorcono la realtà è quando illudono loro stessi e il prossimo che cambiando personale politico andremo incontro a un fulgido periodo d’oro di onestà e abbondanza. Purtroppo, abbiamo una casta ladra e corrotta, non solo di politici, ma anche di faccendieri e imprenditori legati alla politica, perché è necessaria a scavalcare i vincoli imposti da una burocrazia opprimente. L’Italia è un paese strozzato da tasse e burocrazia e chi fa impresa non è costretto a convivere con queste difficoltà come un tempo, ma chiude o fallisce, perché le banche chiudono i rubinetti del credito e sempre più spesso richiamano le aziende a rientri impossibili. Purtroppo, è un sistema di regole sbagliato che seleziona una classe dirigente corrotta e non viceversa. Ci siamo illusi che dopo il crollo della prima repubblica il cambio di legge elettorale e di parte del personale politico le ruberie finissero o diminuissero, invece così non è stato. Davvero ci si può attendere una rivoluzione da chi, come i grillini, non brilla certo per competenza ed esperienza come accadde per leghisti e berlusconiani? Saranno onesti finché si vuole, ma quanto sono scafati nel leggere e capire il bilancio dello stato italiano?

La retorica dell’onestà e dell’anti-corruzione tanto di moda nel paese è la stessa del capro espiatorio. Ti illude di risolvere tutto identificando un colpevole, il che mette il paese nelle mani di magistrati invasati con la missione di “rivoltare il paese come un calzino”, magari con l’aiuto di cronisti beceri e ruffiani a loro asserviti, con l’unico risultato che ai problemi esistenti si aggiungono quelli dovuti all’instaurarsi di uno stato di polizia, con meno libertà, più vincoli, più divieti e con la conseguente necessità di ulteriore corruzione per poter smuovere ciò che rimane dell’economia. Sì, anche perché questi moralisti, come rimedio chiedono sempre più Stato e più controlli, senza curarsi dei costi di entrambi.

Nulla puzza più di cadavere di questa onestà andata a male. Dio ce ne scampi, perché questi moralisti retrogradi ci faranno rimpiangere i ladroni.

 

(La Voce di Romagna, 14/3/2013)

Annunci
  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: