Italia senza senso civico? No, è lo statalismo che l’ha distrutto

Diversamente morali. C’è una parte del paese che tale si sente e manco se ne accorge, e forse proprio per questo finisce per manifestare, spesso apertamente, questa sua “qualità”. In particolare, mi riferisco al governo Monti e alle liti all’interno del centrosinistra.

Da quando si è insediato, il governo Monti ha deciso di fondare la sua politica economica sul riassetto dei conti pubblici, il che era sacrosanto se non volevamo fare la fine della Grecia, eventualità che pure adesso è tutt’altro che scongiurata. Pressato dall’emergenza, e perciò dall’esigenza di far presto, Monti è ricorso all’aumento delle tasse nel decreto salva-Italia di dicembre. Ma se in quel momento la decisione era giustificata dall’emergenza, con il passare dei mesi si è visto che l’aumento delle imposte si è rivelato il filo conduttore della politica montiana. Certo, con un Parlamento in scadenza e con le elezioni alle porte, tagliare le spesa pubblica è assai difficile, poiché strumento assai più efficace per alimentare le clientele rispetto al taglio delle tasse. Ma pur facendo la tara a tutto ciò, non si può non notare che, ricorrendo alla fiducia e stante le forti difficoltà dei partiti a votargli contro, Monti avrebbe potuto fare di più e meglio.

In realtà, da tempo si evince nei comportamenti di Monti e del suo governo un desiderio spasmodico di moralizzare dall’alto il paese e di plasmarne lo spirito, mondandolo da presunti difetti atavici, primo fra tutti quella mancanza di rigore puritano dovuta (secondo loro signori) a secoli di morale cattolica e alla mancanza dell’influsso protestante sulla nostra coscienza civile. Oddio, non che l’Italia brilli per spirito civico, questo è un fatto, ma in tal caso occorre interrogarsi sul perché. No, perché va ricordato che questo paese, lasciato a se stesso, è diventato in meno di 40 anni la quinta potenza industriale del pianeta. E tali non si diventa senza un substrato morale che consenta alle persone di cooperare in un clima di fiducia in grado di sviluppare un’economia fiorente all’interno del paese e tra esso e il resto del mondo. È stato proprio nel momento in cui, sotto l’influenza del peggior moralismo statalista, lo Stato ha invaso la sfera individuale degli italiani, in particolare nell’ambito economico, che la moralità pubblica è andata a farsi benedire. È stato quando i governi hanno imposto una pesante tassazione sulle imprese e un’altrettanto asfissiante regolamentazione sulla loro attività che si è sentito il bisogno di evadere dalle grinfie di un fisco altrimenti rapace e di ungere funzionari pubblici per far sì che l’attività delle propria impresa non venisse mortalmente rallentata da permessi vari e vincoli burocratici di ogni tipo. Davanti a tutto questo, è inaccettabile che Monti dica che il suo primo compito è quello di cambiare la mentalità degli italiani per sconfiggere la piaga dell’evasione fiscale e indurli in tal modo ad accettare senza fiatare le pretese di un fisco iniquo e vessatorio. È davvero insopportabile il pedagogismo fiscale che Monti sta mettendo dietro a ogni provvedimento, compreso quello di voler tassare le bevande gassate “per il bene nostro e della nostra salute”. Certo, dopo l’esperienza di Berlusconi al governo, corredata da comportamenti costantemente sopra le righe, era quanto mai necessaria una maggior serietà da parte di Presidente del Consiglio e Ministri, tanto più se ogni anno bisogna convincere investitori italiani e (soprattutto) esteri a sottoscrivere quasi 400 miliardi € di titoli del debito pubblico per far fronte alle esigenze di cassa di uno Stato costoso e inefficiente. E questo compito Monti l’ha assolto nel migliore dei modi. Ma da qui a eccedere nel paternalismo più bigotto ce ne corre.

E proprio come i professori al governo si ergono a paladini della salute pubblica pretendendo di sapere cosa è bene per tutti, i post-comunisti si ergono a depositari della verità, nonostante l’ideologia da cui questa “verità” promanava sia caduta in disgrazia da oltre 20 anni. Segno che, pur con il venir meno dell’ideologia, il retaggio che li porta a sentirsene custodi è duro a morire. E lo spettacolo penoso di questi giorni ne è la testimonianza. Da quando Berlusconi si è (opportunamente) allontanato dai riflettori del teatrino della politica, non trovano di meglio che scannarsi tra loro, siano essi politici o intellettuali, giornalisti o comici. La pretesa di questi giacobini di ergersi a miglior figo del bigonzo denota quella sindrome da primi della classe, che li rende intollerabili a ogni critica. Così, in mancanza di un nemico esterno, sentono il bisogno di fabbricarsene uno in casa.

Noi L’economista austriaco Ludwig von Mises sosteneva che il sogno di ogni socialista è quello di trasformare una comunità in un gigantesco ufficio postale da amministrare burocraticamente secondo il capriccio del pianificatore capo, perché, sempre secondo von Mises, esistono infinite tipologie di socialismo, ognuna corrispondente ai desideri e alle pulsioni del pianificatore di turno, che pretende così di imporre le sue idee e, soprattutto, la sua verità di fede su tutto e su tutti. E quando si battibeccano soggetti così, allora gli insulti sono solo l’aperitivo e la distruzione del paese il piatto forte. Proprio per questo occorre che Berlusconi eviti di ricandidarsi a premier alle prossime elezioni, così da ricompattare la sinistra regalandole una vittoria certa da cui il paese difficilmente potrebbe salvarsi.

 

(La Voce di Romagna, 31/8/2012)

Annunci
  1. #1 di Lionello Ruggieri il agosto 31, 2012 - 10:57 am

    La citazione di von Mises mi consola e preoccupa perché certifica non è Lei l’unico a dire sciocchezzze. tra la’ltro sappai che il dtto non è il miglior figo del bgonzo (che non significa assolutamente nulla), ma miglior fico del bigoncio che significa miglior esemplare di quell’ottimo frutto che noi tutti conosciamo tra queli raccolti nel bigoncio ovvero nel recipiente in cui si ripongono i fichi durante la raccolta e che in alcuni dialetti dell’Italia centrale viene detto “bigonzo”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: