Deriva di regime: ma perché occhi chiusi solo a sinistra?

La guerra è la fortuna dello stato, perché è in guerra che esso ingigantisce il proprio potere, ma la guerra rappresenta anche il suo pericolo più grande, poiché uno stato può “morire” solo in seguito a una sconfitta in guerra o a una rivoluzione.

Ebbene, fu proprio la sconfitta ignominiosa nella seconda guerra mondiale a mandare gambe all’aria il fascismo dopo un ventennio di dittatura. Vent’anni durò la dittatura fascista, come vent’anni è la durata della seconda repubblica nata dal manipulitismo. Ma se dopo tale periodo il fascismo finì, non così si può dire per il manipulitismo, nonostante i danni da esso provocati. Come nel 1992, a vent’anni esatti di distanza le cose si ripresentano allo stesso modo, come le forze politiche avverse all’ex-Pci prese di mira, con i processi a Berlusconi 20 anni dopo quelli a Craxi e la Lega oggetto di attenzioni “particolari” da parte della magistratura. Attenzioni sacrosante, per carità, ma un tantino…esclusive, poiché, nel caso della Lega, oltre al tesoriere Belsito sono passati sotto la lente dei giudici anche esponenti di primo piano, mentre nel caso dell’ex-Margherita, sembra quasi che si voglia fare dell’ex-tesoriere Lusi l’unico capro espiatorio della situazione. Oggi come allora, il discredito verso la classe politica è massimo e la situazione delle finanze pubbliche rischia di mandare gambe all’aria il paese, per di più in un contesto di crisi economica senza precedenti. In questa situazione di degrado politico, acuito dalle difficoltà economiche, i magistrati hanno gioco facile nel “bastonare” una classe politica corrotta e inetta, ma oggi come allora, a destra si bastona di più che a sinistra. Solo perché a sinistra si è più accorti e a destra usano più disinvoltamente il telefono?

Certi fatti passati quasi sotto silenzio sono preoccupanti. In particolare, mi riferisco a quanto accaduto in occasione del 25 aprile a Crevalcore, dove la capogruppo del Pdl Agnese Valente ha avuto il cattivo gusto di cliccare su Facebook un “mi piace” sotto la foto di un bambino che urinava con su scritto “Io piscio sopra il 25 aprile, ai partigiani e a tutti coloro che tradirono”. Cosa di cattivo gusto finché si vuole, tanto più per chi fa politica attiva in un consiglio comunale, ma che per un fatto del genere si sia mossa la magistratura la dice lunga sul clima che circonda il 25 aprile. Clima che si è riscontrato anche nella querelle intercorsa tra il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e i commercianti milanesi, “colpevoli”, secondo Pisapia, di voler tenere i propri negozi aperti il 25 aprile. “Ci sono feste che tutti hanno il diritto di celebrare, oltre a quelle religiose, ci sono quelle civili, tra cui il 25 Aprile e il Primo maggio che devono essere celebrate con la partecipazione a eventi e manifestazioni e questo contrasta con l’apertura dei negozi”, ha esclamato Pisapia, che davanti ad alcuni tranvieri, durante una manifestazione, ha rincarato la dose: “In questa nuova Resistenza, il sindaco ha bisogno di voi. Non lasciatemi solo per ridare a Milano il suo orgoglio di città della libertà, del lavoro e della solidarietà”. Ma siamo matti? Mai come oggi si sta tentando di imporre in modo totalitario agli italiani la resistenza come religione civile.

Tutto ciò che fa parte del sistema valoriale della sinistra viene imposto con una violenza sconosciuta in passato. Non è un caso che il Presidente del Consiglio Monti sia stato tanto riguardoso verso Cgil e Pd da annacquare pressoché totalmente la riforma del lavoro, salvo poi attaccare ferocemente il Pdl (non doveva togliere l’Ici) e il suo segretario Angelino Alfano, reo di aver proposto, con puro buon senso, che l’imprenditore che ha dei crediti con lo stato non paghi le tasse per la stessa cifra. Da anni, la sinistra si vanta di rappresentare l’Italia onesta che paga le tasse. Peccato che lo faccia dopo aver “messo in sicurezza” dal fisco il suo braccio finanziario, ossia le Cooperative (da esse proveniva il 77% dei finanziamenti di Errani alle ultime regionali), che a differenza delle normali società commerciali, pagano solo il 17% di imposte e attraverso la raccolta del cosiddetto prestito sociale, di fatto raccolgono risparmio come una qualsiasi banca (cosa non concessa a nessun’altra tipologia di impresa commerciale) e a condizioni fiscali che una normale banca commerciale si sogna, mentre i dipendenti vengono assunti come soci lavoratori e perciò a condizioni fiscali più favorevoli rispetto ai lavoratori dipendenti. Il mutualismo è il paravento fiscale concesso alla holding nazionale delle cooperative (terza impresa italiana per dimensioni), mentre la raccolta del risparmio ha raggiunto 11 miliardi e 880 milioni € nel 2008 (più o meno come Banca Sella), a cui vanno aggiunti il collateralismo politico e i rapporti privilegiati con le amministrazioni rosse che consentono di garantire situazioni di monopolio impedendo alle imprese concorrenti della grande distribuzione di insediarsi nei territori controllati dalle amministrazioni amiche.

Del resto è proprio il nulla politico e culturale del centrodestra che consente all’ex-Pci e all’intellighenzia ad esso collegata di esercitare il monopolio della legittimazione morale e culturale nei confronti di iniquità come queste o degli scempi sistematici compiuti dai violenti dei centri sociali. Un “monopolio del bene” abilmente conquistato per mezzo della violenza, della menzogna e della dissimulazione, sulle cui basi edificare un nuovo e moderno totalitarismo.

 

(La Voce di Romagna, 6/5/2012)

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  1. #1 di Lionello Ruggieri il maggio 7, 2012 - 10:07 am

    In parte quelllo che dice sulle coop, una volta tanto, è vero, ma nessuno proibisce ad altri di fondare cooperative. E’ il liberismo, bellezza. Chi sa operare meglio arraffa di più e meglio. Il resto è il solito sciocchezzaio sulla magistratura venduta a sinistra. Ammesso che esista ancora una sinsitra in Italia. Mani pulite non colpì il PCI perché i suoi finanziamenti arrivavano dall’Urss e quelli erano stati amnistiati con il voto favorevole di TUTTI i partiti in Parlamento. Che ne dice di fare un po’ di coretta informazione tanto per cambiare?

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