Monti sta trasformando l’Italia in uno Stato di polizia

A suo tempo accolsi con la caduta del governo Berlusconi come un fatto inevitabile e persino tardivo nei tempi, poiché già dopo la sconfitta alle amministrative di maggio avrebbe dovuto prendere atto che il suo governo, già impossibilitato a operare dopo l’uscita dei giuda finiani, anche politicamente era diventato un “morto che cammina”.

Si fosse dimesso a maggio, avrebbe evitato la già allora prevedibile via crucis estiva a cui la speculazione avrebbe (ed ha) sottoposto il nostro paese, facilitata nella sua opera dall’immobilismo di un governo mortificato da una maggioranza risicata e per di più fortemente dipendente dai voti di un partito irresponsabile come la Lega, la cui moralità, già da qualche anno è sotto gli occhi di chi fa informazione politica, è oggi sotto gli occhi di tutti. In ogni modo, l’arrivo di Monti a Palazzo Chigi è stato inevitabile per evitare la bancarotta del paese, così come inevitabili furono i provvedimenti di dicembre, tra i quali, oltre all’aumento delle tasse, spiccava un meritorio riordino del sistema pensionistico. Ma se la ristrettezza dei tempi poteva essere un alibi a dicembre, non così si può dire per i mesi successivi.

Proprio perché tecnici (e perciò competenti) e sganciati dal consenso politico (ma è poi vero?), ci si attendeva qualche colpo d’ala, invece questi signori qua sanno solo mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Come diceva il grande economista italiano Maffeo Pantaleoni: “Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L’abilità consiste nel ridurre le spese, dando nondimeno servizi efficienti, corrispondenti all’importo delle tasse”. E quel che è peggio è che questi esimi prodotti dell’università italiana, non solo si stanno comportando come l’“imbecille qualunque” di pantaleoniana memoria, ma stanno trasformando (e non pian piano) l’Italia in uno stato di polizia: dai controlli sui rendiconti bancari (ogni anno le banche dovranno inviare i rendiconti di ciascun italiano alla agenzia delle Entrate), ai controlli sulle utenze telefoniche. Come giustamente rilevato da Piero Ostellino in un’intervista a Libero del 27 aprile: “Non ci si rende conto che sta succedendo ciò che è accaduto nel ’22, quando nei disordini di allora, anche molti liberali pensarono di affidarsi a un signore che si chiamava Mussolini, il quale avrebbe dovuto mettere ordine e poi andarsene: ce lo siamo tenuto 22 anni”. Monti, è stato chiamato per mettere ordine nei conti: “Ma se il modo di mettere ordine è quello riguardante l’Imu, siamo nella stessa situazione, con la differenza che non diventiamo un regime fascista, ma la DDR (l’ex Germania Est)”. E il tutto, nel silenzio di una stampa cinica e asservita, Corriere della Sera incluso, come ha rimarcato lo stesso Ostellino. In effetti, stante anche il già presente sistema di intercettazioni a disposizione di una magistratura in certe sue componenti eversiva e totalitaria, le nostre libertà civili sono fin d’ora fortemente minacciate.

Inoltre, quel che è sconcertante è la freddezza di questi tecnocrati verso le difficoltà del Paese. Commentando i suicidi che si stanno susseguendo tra gli imprenditori italiani, il Presidente del Consiglio Mario Monti non ha avuto di meglio da dire che rispetto ai 1725 suicidi avvenuti in Grecia la situazione italiana non è, statistiche alla mano, così drammatica. Statistiche, numeri: peccato che i morti siano persone, con familiari e persone care che li piangono. E che dire di Romano Prodi, che quando pensi che al peggio non c’è mai fine, lui spunta sempre inesorabile? Questa volta se ne è uscito dicendo che i suicidi fanno parte della vita! D’accordo, Berlusconi cacciava palle negando la crisi, visto che i ristoranti erano pieni, ma il gelo di questi tecnocrati è qualcosa di agghiacciante.

Possibile che il Pdl mandi giù tutto? Il Pd, incalzato dalla Cgil, ha battuto i pugni sul tavolo sulla riforma del mercato del lavoro fino a ottenere (purtroppo) quel che voleva. Fa piacere, quindi, sentire che forse il Pdl non lo voterà, ma temo che alle parole non seguiranno i fatti. Insomma, come accade da 40 anni, i governi continuano a seguire i dettami della piazza comunista e i moderati calano le braghe. Anche Berlusconi sta proseguendo su questa via per ingraziarsi Monti. Ma un Monti prono ai disegni della sinistra, che popolarità potrà mai avere presso un elettorato di centrodestra a tal martoriato dalle tasse da lasciare sul campo una moria di imprenditori suicidi a una cadenza quasi giornaliera?

 

(La Voce di Romagna, 30/4/2012)

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  1. #1 di Lionello Ruggieri il aprile 30, 2012 - 2:29 pm

    A parte i suicidi che sono un autentico dramma, ma non un dramma nazionale, il dramma nazionale è che c’è gente come lei che non si ttiene informata. Lei forse non lo sa ma anni or sono a Berlino c’è stato un crollo, un crollo di cui ha parlato tutto il mondo. E’ crollato un muro e nei paesi dell?eEuropa dell’est ssono andati al governo tutti o quasi partiti di destra.. E nell’Europa dell’ovest si sono sciolti i partiti comunisti. E Lei è ancora lì a parlare della paizza comunista.. Si informi.

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