Carnevalata dei Befera Boys: le idee liberali finite sotto le macerie del berlusconismo

La mancata autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino da parte della Camera dei Deputati è stata vissuta e dal Pdl e da Silvio Berlusconi come una vittoria. Adesso, non è mia intenzione addentrarmi nel merito della vicenda, ma vorrei sottolineare come da tempo, il centrodestra festeggi solo “vittorie” di questo tipo.

Per quasi un anno Berlusconi e il Pdl, con annessa stampa amica, hanno menato vanto per l’ottenimento di voti di fiducia alla Camera, che attestavano soltanto l’esistenza di una maggioranza paralizzata retta da peones, il cui unico scopo era (ed è) quello di completare la legislatura per far scattare pensioni e vitalizi vari. Capisco che, da imprenditore, il Cavaliere sia abituato a ostentare fiducia, ma quando le cose vanno male il marketing non basta più e le professioni di ottimismo finiscono per suonare beffarde e irritanti. Tanto più se si vantano risultati tipo il record di permanenza a Palazzo Chigi (periodo 2001-2006), numero di fiducie ottenute o complimenti di rito ricevuti dall’Europa per manovre a base di tasse poi bastonate dai mercati.

Al posto delle riforme liberali a lungo sbandierate che avrebbero dovuto mettere a dieta Stato e burocrazia, abbiamo visto politici di centrodestra vantarsi in televisione per aver speso più denaro pubblico per i più svariati motivi, il debito pubblico medio giornaliero sempre in crescita quando al governo c’era Silvio Berlusconi, per non parlare dello spazio politico e mediatico concesso a Giulio Tremonti, il cui statalismo deleterio non si è limitato all’azione di governo, ma, cosa altrettanto grave, ha acquisito dignità nel deserto culturale di Forza Italia prima e del Pdl poi. Liberalizzazioni e concorrenza ridotte al rango di parolacce e le tasse, lungi dal diminuire, sono aumentate perché dovevano sempre correre dietro a una spesa pubblica fuori controllo. Il tutto, alla faccia della rivoluzione liberale promessa. Una rivoluzione liberale di cui il paese aveva e ha tuttora disperato bisogno e i cui valori sono stati deturpati proprio dalle promesse tradite dei governi Berlusconi, che a forza di predicare la rivoluzione liberale e fare l’esatto contrario hanno finito per gettare cattiva luce sulle idee liberali in un paese in cui per tradizione sono già alquanto fragili.

Insomma, al fallimento dei quasi 10 anni di governo, Berlusconi aggiunge anche quello culturale che coinvolge tutti i 17 anni della sua esperienza politica. Un fallimento testimoniato in questi giorni dalle reazioni seguite alla carnevalata fuori stagione dei Befera Boys, consumatasi a Cortina il 31 dicembre. L’iniziativa, inutile e demagogica, è di quelle tipiche di uno Stato che ha la necessità di sopperire alle sue gravi inefficienze con azioni propagandistiche il cui unico scopo è quello di alimentare il consenso attraverso l’invidia sociale. È inutile fare azioni eclatanti di accertamento quando il nostro fisco non riesce a riscuotere più del 10% di quel che accerta, mentre sarebbe ora di riordinare la giungla di esenzioni ed eccezioni che creano incertezza a fisco e contribuenti. Ma al di là di questo, tale operazione è stata fatta da un governo e da un’agenzia delle entrate entrambi consci del fatto che facendo leva sull’invidia sociale avrebbero riscosso consensi presso un popolo che pensa che gli evasori sono sempre gli altri e gli altri sono sempre evasori, e se qualcuno è ricco è perché deve aver senz’altro rubato. Ma il fatto di acquisire consenso facendo leva sull’invidia sociale dimostra come 17 anni di berlusconismo abbiano prodotto zero risultati nella diffusione delle idee liberali. Del resto, di che sorprendersi. Sul fronte della battaglia delle idee non si è fatto nulla, pensando che il marketing elettorale, oltre che a vincere le elezioni, bastasse anche a governare. Chi aveva idee proprie è stato emarginato a vantaggio di chi magari bucava il video pur senza aver nulla da dire, per non parlare del reclutamento di personaggi di dubbia (sic!) moralità purché in possesso di pacchetti consistenti di voti.

Alla luce di tutto questo, serve a poco lamentarsi del governo Monti, chiamato tra l’altro a rimediare a tre anni di mala gestione tremontiana dell’economia. Occorre prendere atto che sulle idee liberali pesano le macerie del berlusconismo e che una loro affermazione in Italia non può non passare da una battaglia ideale, affinché i valori della persona e dell’impresa sostituiscano quelli dello Stato e Attilio Befera non sia il modello unico di virtù da seguire.

(La Voce di Romagna, 16/1/2012)

Annunci
  1. #1 di Malagola innocenzo il gennaio 18, 2012 - 7:50 am

    Caro Carlo, sono ancora d’accordo con te. Questo mi preoccupa: sto invecchiando?
    Cenzo Malagola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: