Archivio per dicembre 2011

Essere onesti è bene, soprattutto quando si è liberali

Il 23 dicembre, in un articolo che condivido in pieno, Giuseppe Ghini ha sottolineato come l’onestà sia una dote più legata alla persona che ai valori che essa professa. Sulla scorta di quanto sosteneva suo nonno, che divideva gli uomini in galantuomini e disonesti, Ghini, pur essendo anticomunista, ha più rispetto di un comunista che disdegna ogni privilegio che di un cattolico che predica valori cristiani, ma non disdegna privilegi moralmente discutibili, benché goduti in conformità alla legge. Leggi il seguito di questo post »

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La sinistra e il razzismo: doveroso lo sdegno, meschino il suo sfruttamento cinico

Per quanto si possano registrare divisioni su come affrontare il problema immigrazione, non sembra azzardato affermare che i sentimenti di sdegno e di condanna nei confronti di Gianluca Casseri per l’uccisione dei due ambulanti senegalesi abbia accomunato la stragrande maggioranza degli italiani sinistri o destri che siano. Leggi il seguito di questo post »

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Tassazione dei risparmi: un tragico errore

L’ottimo Baccarini ha ricordato che i numeri, purtroppo, hanno la testa dura e la memoria degli errori e degli sprechi del passato. Cosa, questa, che non viene ripetuta mai abbastanza in un paese, l’Italia, refrattario ai numeri e poco incline ad affrontare i problemi del paese in modo razionale. Leggi il seguito di questo post »

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Verso lo Stato Unico europeo: un progetto antistorico

Più volte, da quando scrivo sulla Voce, ho rammentato che l’adesione all’euro comportava la perdita di parti consistenti della propria sovranità, soprattutto in un contesto di moneta fiduciaria a corso forzoso, dove le sorti della propria economia sono legate al potere di emissione della propria banca centrale. Leggi il seguito di questo post »

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Una stangata recessiva: poca crescita, troppe tasse, ma anche aspetti positivi

Manovre, manovre, manovre, soltanto manovre, manovre per noi. Anzi, contro di noi e le nostre tasche. Invece che a professori, sarebbe più opportuno affidare il governo ad autisti di scuolabus, che almeno il volante lo girano da anni. Leggi il seguito di questo post »

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Il caso Brievik: la società “perfetta” dove gli assassini non sono colpevoli

Sono passati poco più di quattro mesi da quel 22 luglio in cui l’estremista xenofobo Anders Brievik piazzò un’autobomba nel centro di Oslo facendo 8 morti e si recò sull’isola di Utoya, dove si teneva il campo estivo dei giovani laburisti, dove aprì il fuoco sulla folla uccidendo altre 69 persone. Leggi il seguito di questo post »

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