Gran Bretagna e Italia: la differenza tra paesi civili e incivili

Vorrei sommessamente far notare come anche tra paesi facenti parte della medesima associazione possono sussistere differenze notevoli, compresa quella tra paesi civili e incivili. Ebbene, questo è il caso di Gran Bretagna e Italia, entrambe facenti parte dell’Unione Europea, ma la prima è un paese civile, la seconda, proprio no.

La Gran Bretagna, in questi giorni, sta vivendo una rivolta, dapprima scoppiata a Londra, nel quartiere di Tottenham, e poi estesasi alle periferie di altre città. Purtroppo, il grave errore della polizia, che ha freddato un pregiudicato senza che ne sussistessero i presupposti, è stato il casus belli che molti aspettavano per dar vita a una spirale di violenza. Perdigiorno alimentati dal welfare state britannico e figli (ma anche figlie) di papà sopraffatti dalla noia hanno colto l’occasione per spaccare vetrine e assaltare negozi per arraffare scarpe alla moda e televisori al plasma, non generi di prima necessità. Intendiamoci, anche se avessero arraffato generi di prima necessità la cosa sarebbe stata grave, ma devastare interi quartieri per continuare a essere alla moda e restare al passo coi tempi grida vendetta. Il fatto che la cosa sia nata da un tragico errore della polizia ha fatto sì che quest’ultima, all’inizio della rivolta, fosse un po’ titubante. Del resto, in un paese liberale è normale per la polizia sentirsi in colpa se si uccide ingiustamente un cittadino, ancorché pregiudicato. Però, il senso di colpa è durato giusto un giorno e il premier Cameron ha alzato le chiappe dalla Toscana ed è tornato a casa per dare disposizioni per ristabilire l’ordine.

Al riguardo, ho notato una cosa che mi ha sempre colpito dei paesi anglosassoni, da sempre i più liberali sul piano pratico, ossia la prontezza con cui vengono adottare misure draconiane per riportare l’ordine e la capacità di renderle temporanee. Quando un governo britannico decide di sedare una rivolta è a tal punto credibile che è sufficiente la minaccia di prendere provvedimenti come l’uso di idranti e di pallottole di gomma o il blocco dei social network, perché la gente capisca che è il caso di darsi una calmata. E anche quando questi provvedimenti vengono presi, una volta terminata l’emergenza decadono, così che i sudditi di Sua Maestà possano continuare a godere dei benefici delle liberali leggi inglesi. Leggi che consentono, tra l’altro, al premier Cameron di adottare misure come quella di tenere aperti i tribunali anche di notte per velocizzare i processi a carico delle persone arrestate per direttissima nei giorni degli scontri. Ma ve la immaginate una cosa simile in Italia, dove questi parassiti saccheggiatori verrebbero trattati con il massimo dell’indulgenza da leggi lassiste e da una magistratura comunistoide che vedrebbe in questi scalmanati delle vittime della società capitalistica, tanto più se sono immigrati “dannati della terra”? Non può infine non suscitare ammirazione la reazione di certi genitori che hanno denunciato i propri figli anche se minorenni e di commercianti e proprietari di negozi e abitazioni, che sono scesi in strada contro questa teppaglia di parassiti armati di bastoni. In Italia, invece, i genitori difendono sempre i figli, a partire dai somari in età scolare, mentre chi osa difendere la propria persona e i propri beni da ladri e malfattori incorre sempre in un leggi comuniste e giudici… altrettanto pronti a distruggerti l’esistenza se osi difenderti contro chi ti rapina.

In Italia, invece, si invoca lo Stato per tutto. Per questo, i nostri politici preferiscono mettere le mani in tasca ai cittadini piuttosto che tagliare le spese di Stato e parastato. Riguardo alla manovra che il governo ha approntato venerdì sera, non si può davvero accettare che, grazie alla Lega, si vada nelle nostre tasche, senza aver neanche toccato le pensioni di anzianità. Purtroppo, per l’ennesima volta, quell’autentica metastasi della politica italiana che è il partito della famiglia Bossi (in primis della moglie di Umberto Bossi Manuela Marrone), con il suo sodale Giulio Tremonti, hanno imposto la loro linea basata sulle tasse e sul mantenimento di un ruolo invasivo (e assai costoso) dello Stato nelle nostre vite. Già a inizio luglio Tremonti ci aveva regalato l’aumento dell’imposta di bollo sul deposito titoli da 34,20 € a 120 € (e a 150 € dal 2013) sui depositi fino a 50 mila € e a 380 € per quelli che supereranno tale soglia, oggi ci regala l’aumento dell’aliquota al 20% su quello che i socialisti di tutti i partiti chiamano rendite, quando invece è un 20% sui risparmi che già vengono tassati alla fonte. Perciò, invece che un aumento di tassazione sulle rendite Tremonti ci ha regalato una doppia tassazione sul risparmio. Complimenti! E le proteste che si sono levate dall’opposizione, non sono certo state all’insegna di una richiesta di maggiori tagli. No, anche da lì si è levata la solita litania della macelleria sociale. Del resto, in questi anni da sinistra si sono sempre invocate misure di maggior spesa per combattere la crisi; misure che, se adottate, avrebbero trasformato il rischio Grecia in una certezza.

Tornando al paragone con la Gran Bretagna, anche oltremanica si fanno errori, anche là il welfare state genera mostri, ma perlomeno si reagisce. Certo, il nostro sistema istituzionale eretto dagli illuminati antifascisti del dopoguerra prevede un esecutivo debole in balia di gruppi di potere che trovano nell’alveo parlamentare l’ambiente ideale da cui trarre forza, ma l’ignoranza e la pochezza del nostro ceto politico, nazionale e locale, non è degno di un paese civile.

(La Voce di Romagna, 14/8/2011)

  1. #1 di glucatesei il maggio 4, 2012 - 5:41 pm

    La differenza fra un paese civile ed uno che non lo è, risiede nel fatto che in quest’ultimo molti la pensano come l’autore di questo articolo. Incoerente, disinformato e soprattutto animato dal solito astio di un nostalgico che non trovando ragioni valide nelle sue argomentazioni preferisce scaricare veleno, insulti e tante menzogne sui suoi presunti ed immaginari nemici.

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