Ma prima dell’universo cosa c’era? E prima di Dio?

Tutti ricordano il 1929 per la grande crisi economica che da Wall Street si estese al mondo intero, ma pochi sanno che fu l’anno in cui il grande astrofisico statunitense Edwin Powell Hubble scoprì che il cosmo non è statico, come sostenuto dal suo collega Fred Hoyle, ma si evolve espandendosi assai rapidamente.

Ciò significa che l’universo non è eterno; ha avuto un inizio (il Big Bang) e avrà presumibilmente una fine. Ma a questo punto sorgono spontanee due domande: 1) Come si sono determinate le condizioni iniziali che hanno reso possibile l’esistenza dell’universo? 2) Da che cosa dipendono le costanti naturali che garantiscono l’attuale organizzazione cosmica? Come sostiene il filosofo e teologo Roberto Timossi, nel suo L’illusione dell’Ateismo, affinché all’atto del Big Bang potesse evolversi il cosmo in cui viviamo, erano indispensabili condizioni iniziali molto peculiari, capaci di tenere in perfetto equilibrio la spinta espansiva con la forza di gravità. Infatti, una spinta centrifuga di poco superiore a quella calcolata dalla scienza contemporanea avrebbe potuto provocare una dispersione troppo rapida dell’energia-materia primordiale nello spazio, impedendo la formazione di stelle e galassie. Per contro, un’attrazione gravitazionale lievemente più intensa di quella a noi nota avrebbe prodotto un repentino collasso su se stesso del cosmo appena formatosi, e tutto sarebbe finito ancor prima di cominciare.

Insomma, una serie di condizioni quasi predisposte per consentire la nascita e lo sviluppo dell’universo, tanto che il fisico Freeman Dyson ha scritto: “Nelle leggi della fisica nucleare vi sono alcuni esempi molto singolari di coincidenze numeriche che paiono essersi accordate tra loro per rendere l’Universo accettabile”. Questo scenario, susseguente alla tesi legata al Big Bang, non poteva non generare inquietudine presso i sostenitori dell’ateismo scientista, perché lascia spazio alla prova cosmologica dell’esistenza di Dio, data l’incapacità del mondo attuale di trovare in se stesso la ragione della propria esistenza. Secondo il fisico Stephen Hawking: “Qualsiasi modello ragionevole di universo doveva iniziare con una singolarità, così che la scienza poteva predire che l’universo doveva aver avuto un inizio, ma che non poteva predire come esso doveva cominciare, poiché tale compito era competenza di Dio”. Ma per fare a meno della sua ipotesi della genesi dell’universo in seguito a una singolarità Hawking ha teorizzato un universo senza confine e senza principio né fine, salvo precisare, però, che questa teoria “Può essere avanzata per ragioni di carattere estetico o metafisico”, e che “Quest’idea che il tempo e lo spazio siano finiti, ma illimitati, è solo una proposta: essa non può essere dedotta da alcun principio. Una teoria scientifica è solo un modello matematico da noi costruiti: esiste solo nella nostra mente”.

Del resto, come ci ricorda sempre Timossi, i modelli scientifici sono solo una rappresentazione intuitiva e analogica della realtà espressa prevalentemente con formule matematiche, di fronte alle quali bisognerebbe sempre rammentarsi di quel personaggio di Italo Calvino (il Signor Palomar) che, inseguendo il “modello dei modelli”, si trovò presto senza alcunché di certo in mano e per di più costretto, per coerenza logica, a dover cancellare dalla sua mente i modelli e i modelli dei modelli. E quel che il filosofo della scienza Michael Polanyi sostiene riguardo alle specie viventi, può valere anche per l’universo: “Se dobbiamo identificare la presenza di un ordine significativo all’interno di un principio ordinatore, non possiamo mai dire che un ordine notevolmente significativo sia dovuto soltanto a un accidentale disporsi di atomi, e dobbiamo perciò concludere che quando si suppone che le specie viventi si siano formate in maniera accidentale, si incorre in una confusione logica”. Inoltre, Polanyi ci ricorda che la nostra esperienza cognitiva comprende fenomeni, conosciuti, sconosciuti (ma che potremmo conoscere) e inconoscibili (che mai potremo conoscere).

Infatti, il premio Nobel per l’economia Friedrich von Hayek, nel suo libro di psicologia teorica L’Ordine Sensoriale, sostiene che “Esisterà sempre una parte della nostra conoscenza che non potrà essere controllata dall’esperienza, poiché ne costituisce il principio ordinatore, nel senso che è implicita nell’apparato di classificazione con cui conseguiamo le varie esperienze”. In tal modo Hayek giunge al riconoscimento di un’intrinseca limitazione della razionalità umana, mostrando l’impossibilità di una piena comprensione dei principi con cui funziona la mente umana. E così come ci sono inconoscibili questi principi, allo stesso modo ci è inconoscibile “l’apparato di classificazione di chi ha predisposto i principi ordinatori dell’universo”. Il fatto, poi, che questo “architetto dell’universo” abbia predisposto le cose così per bene, per i credenti è fonte di gioia. Peccato che per molti scienziati sia fonte di disperazione.

 

(Le Ragioni dell’Occidente, 7/10/2010)

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  1. #1 di Balandran il ottobre 9, 2010 - 11:42 am

    Mah…
    QUESTO universo (non l’UNICO Universo) è un universo nel quale si sono verificate tutte le condizioni che hanno portato alla formazione di esseri viventi che si interrogano sulle “eccezionali casualità” dell’universo stesso. Se si potesse confrontare il nostro universo con gli altri universi “sterili” o “abortiti”, non ci meraviglieremmo così tanto.

  2. #2 di Piombo il ottobre 9, 2010 - 2:08 pm

    Complimenti per il bell’articolo. E’ molto interessante anche il collegamento tra il ragionamento metafisico sull’universo e le idee sull’ordine sensoriale di Hayek.

    Ciao e a presto

    Guglielmo

  3. #3 di Angelo il ottobre 9, 2010 - 2:51 pm

    Non siamo in grado di comprendere che “prima dell’Universo” é una espressione senza senso come n fratto zero. Col Big Bang l’universo esplode nel tempo e da li inizia il tempo. Semplicemente non c’é un prima. E’ un nostro limite non poterlo accettare, ma non può essere una giustificazione per inventare stupidagini.

  4. #4 di vincenzo russo il dicembre 14, 2010 - 2:16 pm

    E’ ETERNA LA MATERIA O DIO ?
    Tempo fa Stephen Hawking voleva poter conoscere la Mente di Dio. Per questo io gli dedicai il mio libro: “Il Tachione il dito di Dio”. Ora ha cambiato idea e dice che Dio non esiste. Il CERN a sua volta ripropone l’eterna esistenza della materia. Io rispondo così:
    COMMENTO ALL’ULTIMO ESPERIMENTO DEL CERN DI GINEVRA.
    Ciò che è stato osservato al CERN di Ginevra ,consiste di un plasma di teorema geometrici e matematici, espressi in numeri cardinali .
    Questi a loro volta sono costituiti da un gas di numeri ordinali, (la polvere di Cantor ” diviene “ frattali).
    A proposito DUNQUE ,della presunta autosufficienza della materia ,affermata dopo gli ultimi esperimenti del CERN di GINEVRA.
    Siamo semplicemente alle solite tesi ideologiche .
    Non si tiene conto che l’energia applicata nell’esperimento del CERN è già esistente nell’universo . Quindi la materia non è affatto autosufficiente. Rimane vero semplicemente che nulla si crea e nulla si distrugge .
    Rimane insoluto infatti ,quali sono le ragioni dell’esistenza dell’energia ? Perché c’è l’energia invece che il nulla ?Ovvero perché c’è il nulla indeterminato di Heisenberg invece del nulla assoluto?
    Per approfondire segnalo il sito: il Tachione il dito di Dio.
    Nel sito http://www.webalice.it/iltachione ,si può leggere gratuitamente in rete la teoria unificata dell’universo fisico e mentale, secondo il pensiero sineterico.
    La tesi fondamentale della teoria afferma che la gravità non è una qualità della materia ma una reazione astratta all’estensione angolare .
    Pertanto le successive dimensioni spaziali “estendendosi” a partire dal punto mentale,alla retta ,al piano e ai volumi, determinano REAZIONE ANGOLARE GRAVITALE ,all’ipotesi immaginaria di estensione LAMBDA, nello spazio tempo.
    Dunque le ragioni invisibili delle apparenze fisiche ,sono astrazioni di teorema matematici.
    Le apparenze fisiche visibili ai sensi sono simulazioni delle idee della teoria.
    In pratica non ci sono fenomeni fisici reali ma solo rappresentazioni mentali dell’osservatore,” viste “dai sensi sulla lavagna mentale cerebrale.

    • #5 di davide il aprile 2, 2012 - 9:09 pm

      angelo hai detto che con il big bang l universo esplode nel tempo..bene ma il fatto che è che non siamo in grado di di comprendere quale sia il giorno 1, semplicemente perche il giorno 1 non esiste in noi…non siamo in grado di decifrare l inizio puro! e questo è il limite che non possiamo accettare.

  5. #6 di vincenzo russo il febbraio 18, 2011 - 2:52 pm

    La teoria unificata dell’Universo fisico e mentale è stata trovata da un ricercatore solitario ,fuori dal circuito istituzionale.
    Visita il sito http://www.webalice.it/iltachione , di Vincenzo Russo filosofo neo eleatico pitagorico.

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