Ora i radical chic vogliono impedirci anche l’abbronzatura

Nella loro pluridecennale lotta contro il bello, la decenza e il buon gusto i radical chic hanno messo a segno un altro colpo, mettendo al bando la tintarella. Cari bagnini, se un tempo facevate perdere la testa alle turiste, vedete di coprirvi, perché siete proprio volgari.

Quando poi vedi i look di Lady Gaga e pensi di aver visto tutto, ecco che quei perdi giorno dei “creatori di tendenze” ci stupiscono con l’ennesima delle loro uscite balorde. Sì, perdi giorno, perché solo chi non ha un benemerito tubo da fare può perdere il suo tempo a inventare le peggio boiate, che poi vengono spacciate per tendenze, rigorosamente nuove e ancor più rigorosamente cretine. L’ultima è quella che mette al bando l’abbronzatura: passata di moda, parola di star come Madonna, Demi Moore, Nicole Kidman (che abbronzata non lo potrà ai essere) o Kate Moss, che di mode se ne intende, prima tra tutte quella di sniffare come un’idrovora, moda grazie alla quale la nostra ha rilanciato la sua immagine sul mercato. Sì, perché, si sa, tirare di coca…tira. E che dire della cinquantenne Madonna? Una che, nonostante i milioni le escano dalle orecchie, in nome della dieta più ferrea, un paio d’anni orsono si è auto-condannata a un regime fisico-alimentare da delirio, consistente in allenamenti durissimi in palestra, un bicchiere d’acqua – dicasi uno – al giorno e senza mangiare alcunché? Questo, almeno fino a che non si è presa un bel coccolone. Sì, insomma, una che nella vita fa i milioni, cosa decide di fare con quelli? La fame. Mah! Invece di sbattersi per decenni come una forsennata, tanto valeva che facesse i debiti come gran parte dei suoi connazionali a stelle e strisce: anche loro si trovano a fare la fame, ma senza far tutta quella fatica.

Ma torniamo al bando della tintarella. In certi casi se una cosa è bella dipende dai gusti, ma nel caso dell’abbronzatura ci sono reazioni istintive delle persone che non lasciano adito a dubbi. L’abbronzatura è istintivamente associata a vitalità ed energia, mentre le persone pallide evocano tristezza, a prescindere da convenzioni di carattere culturale. Anche quando la pelle scura era il “marchio” delle persone più povere, che solitamente lavoravano in campagna sotto il sole cocente e per questo avevano la pelle più scura, di una persona pallida si diceva, almeno nel bolognese: “Qual lé l’è un po’ moff” (quello lì è un po’ smunto), con un’espressione che denotava un certo disappunto. Sì, insomma, benché il bianco fosse il colore dell’epidermide dei ricchi e dei nobili, non ha mai suscitato l’entusiasmo della gente. Tutt’al più ammirazione per la pelle di qualche bellissima donna, ma nulla di più. Inoltre la pelle scura dei poveretti era resa più brutta da macchie e malattie epidermiche, come la pellagra, dovute a malnutrizione.

Del resto, uno dei motivi del successo di questa nuova tendenza favorevole alla tintarella di luna è il successo dei vampiri della serie Twilight, a dimostrazione dell’attrazione oggi esercitata da tutto ciò che evoca morte e negatività. Certo, anche negli anni Ottanta ci fu la moda dark, ma quella era una moda di nicchia, che mai pretese di uscire dal proprio recinto. No, oggi la tendenza sembra più forte. Vampiro è bello e poi, diciamola tutta, il vampiro è di moda, da Padoa Schioppa Collection, a Visco & Tremonti Fashion Group, si succhia il sangue che è un piacere. Peccato, che quella il sangue alla patria non sia una scelta, ma un’imposizione assai costosa come tutte le trovate progressiste. Ma tant’è. In ogni modo, le uniche persone che dovrebbero andare fiere del loro pallore sono quelle costrette a lavorare in fabbrica o in ufficio. Nel loro caso, il bianco è segno sia di duro lavoro, che dell’opera esercitata dai vampiri di cui sopra, i quali succhiano il sangue dove lo trovano (da chi lavora), non tra i parassiti. E a proposito di politica, non è un caso che gli unici segni di vitalità, talvolta eccessivi, si registrino proprio nel centrodestra, dove tra i testosteronici Fini e Berlusconi l’abbronzatura (naturale e non) è sempre stata di casa, diversamente dal Pd, dove imperano personaggi flaccidi come Veltroni, o burocrati cadaverici come D’Alema, Fassino, Bersani e Franceschini, che appena uno li vede non può fare a meno di toccarsi. L’unico che almeno in estate si abbronzava era Romano Prodi, il quale, guarda caso, ha visto bene di lasciare la baracca e pure i burattini che la abitano.

Per quanto mi riguarda, continuerò a prendere quanto più sole possibile fino a diventare nero come un tizzone. Peccato che d’inverno ritorni bianco come un cadavere. E per quanto riguarda tutti i radical chic che hanno stabilito, in forza di cosa non si sa, che l’abbronzatura è fuori moda, l’unica cosa che mi trattiene dal mandarli dove vorrei è che in un impeto di “creatività”, questi signori se ne potrebbero uscire dicendo che lo sciacquone non è ecologicamente corretto; che fa sprecare acqua e allontana l’uomo da una salutare esistenza a contatto con la natura. E pazienza se il genere umano ha impiegato secoli per uscire da dove questi signori lo vorrebbero ricacciare.

 

(La Voce di Romagna, 10/8/2010)

Annunci
  1. #1 di caterina il novembre 29, 2010 - 4:24 pm

    A te stanno sulle scatole quelli che sostengono che l’abbronzatura è fuori moda, a me stanno sulle scatole quelli per cui la pelle bianca è sinonimo di “sfiga”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: