Archivio per marzo 2010

In Emilia-Romagna il sistema si è incrinato, ma il Pdl non ci crede

Come previsto, Vasco Errani si è riconfermato presidente della regione Emilia-Romagna. Al momento in cui scrivo è dato attorno al 52% circa, mentre la sua sfidante Anna Maria Bernini si barcamena tra il 36 e il 37%. Exploit di Giovanni Favia, che viaggia verso il 7%, mentre l’udicino Gian Luca Galletti è inchiodato al 4,2%. Leggi il seguito di questo post »

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Il dispotismo del welfare state nacque contro la Chiesa

Sulla Voce di mercoledì 24 marzo ho letto con il consueto interesse il commento di Simone Mariotti, che prendeva spunto da quanto scritto la settimana scorsa dal direttore Franco Fregni, il quale metteva in rilievo un sondaggio apparso sul quotidiano tedesco Bild, secondo cui i tedeschi preferiscono l’assistenza statale alla libertà individuale. Preferenza che, secondo Fregni, sarebbe figlia del dispotismo paternalistico esercitato dal welfare State. Leggi il seguito di questo post »

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La Grecia e la (mala)politica della cicala: ecco perché non è giusto salvare Atene

In un modo o in un altro, i debiti si pagano sempre: o li paga il debitore, ed è cosa buona e giusta, o li paga un terzo che acconsente, ed è sempre cosa buona e giusta, o li paga il creditore che ha accordato la sua fiducia a chi non doveva, il che va meno bene, ma fa parte del gioco. Oppure, li paga un terzo che non acconsente. E in questo caso la cosa non è né buona e né giusta. Leggi il seguito di questo post »

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Gli studenti di oggi e i disoccupati di domani

Lavoratori cercansi. Da una rilevazione condotta da Unioncamere per conto dei giovani imprenditori della Confartigianato di Firenze, si è ufficialmente appurato ciò che chiunque già sa, ossia che c’è una forte carenza di persone in grado di fare un lavoro manuale o con un’adeguata specializzazione tecnica artigianale acquisita al di fuori del circuito scolastico e universitario. Leggi il seguito di questo post »

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Nell’Italia dell’odio e delle liti il commissario funziona

Per tanti anni sono stato un abbonato Virtus, la squadra di basket di Bologna, il che mi ha consentito di osservare una delle differenze tra italiani e americani, cosa che nel calcio non è possibile, perché lì gli americani sono merce rara. Ebbene, quando nelle risse in campo sono coinvolti gli atleti d’oltreoceano, questi prima tirano un cazzottone di quelli dati bene e poi, se il destinatario si rialza, magari gli chiedono pure come si chiama. Al che segue una bella espulsione e tutto finisce lì. Leggi il seguito di questo post »

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Quanti errori dei radicali sul decreto salva-voto

Il Tar ha riammesso Roberto Formigoni, come decenza richiede. A differenza di quanto accaduto nel Lazio, dove il Pdl romano ha veramente superato ogni limite, con i capetti locali che si sono fatti bocciare la lista nel maldestro tentativo di inserire all’ultimo momento il nome di qualche escluso non presente nelle liste, a Milano le cose sono apparse da subito più torbide. Leggi il seguito di questo post »

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Lo sfascio Bologna è la vetrina del regime rosso

Bologna la grassa, la dotta, e magari pure un po’ zozza. La Bologna delle tre T: tortellini, torri e tette. E magari pure con qualche tossico, giusto per restare in tema di T. Bologna vetrina della sinistra, comunista prima e prodiana poi. Bologna simbolo del governo efficiente e del welfare generoso. Ma anche Bologna commissariata, proprio a causa delle cattive abitudini del sindaco prodiano Flavio Delbono. Leggi il seguito di questo post »

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