Del Bono: simbolo del crollo di un modello

Alle 13,33 di ieri, per bocca del capogruppo del Pd al Comune di Bologna Sergio Lo Giudice, arriva la notizia delle dimissioni del sindaco di Bologna Flavio Del Bono. Notizia che ormai era nell’aria, data la difesa pressoché inesistente da parte del Pd bolognese a favore del sindaco in carica e la conferenza stampa in programma alle ore 14, poi annullata, da parte di Antonio Di Pietro, appositamente giunto a Bologna per prendere posizione in merito al Cinzia-Gate.

Anzi, secondo fonti Pd, la scelta di Delbono di comunicare in anticipo le sue intenzioni ai capigruppo, sarebbe dovuta alla volontà di bruciare la conferenza stampa di Antonio Di Pietro e non ingenerare il dubbio di una decisione annunciata nel pomeriggio, ma presa magari sull’onda della pressione dell’ex pm. L’impressione è che la vicenda abbia subito un’accelerazione improvvisa e che possa esserci qualcosa di più che possa emergere dall’inchiesta. Infatti, Del Bono ci è parso un personaggio in balia degli eventi, che nel giro di pochissimi giorni è passato dall’ostentazione di sicurezza (“Non mi dimetto, anche se mi rinviano a giudizio”) alle dimissioni. Cosa sarà accaduto durante quelle cinque ore di interrogatorio di sabato in Procura? Com’era prevedibile, i vertici cittadini di Pd e Idv hanno subito cercato di rivoltare la frittata, presentando Del Bono come una persona che si dimette per il bene della città e delle istituzioni, a differenza di Berlusconi, confermando una volta di più l’insipienza politica e il razzismo etico (termine usato dal sociologo di sinistra Luca Ricolfi) da cui è afflitta la sinistra italiana. Allo stato dei fatti, però, Del Bono non si è ancora dimesso. “Sceglierò modi e tempi per il bene della città, considerando l’approvazione del bilancio 2010 che ritengo comunque un buon lavoro”. Queste sono le parole del sindaco. L’istituto delle dimissioni differite, davvero ci mancava. Oggi abbiamo anche questo. Inoltre, il fatto che le dimissioni del sindaco Del Bono siano successive al 21 gennaio avrebbe come conseguenza il commissariamento della città per oltre un anno. Occorre un decreto del governo, perché si possa tornare a elezioni entro l’estate e a tal riguardo un’intesa bipartisan sembrerebbe esserci. Il che sarebbe quanto mai necessario, perché 12/16 mesi di commissariamento all’insegna della mera gestione ordinaria potrebbero dare il colpo di grazia a una città già fortemente debilitata dal nulla dei 5 anni di Cofferati e di quello della giunta Del Bono.

Quel che deve far riflettere, però, è il ruolo tenuto dalla magistratura bolognese. È davvero forte l’impressione che il cambio ai vertici della Procura della Repubblica di Bologna, avvenuto il 17 settembre 2009, abbia in qualche modo fatto fare un salto di qualità all’inchiesta. Enrico De Nicola, a capo della procura bolognese fino ad allora, è vicino alle posizioni di verdi e Italia dei Valori, mentre il nuovo Procuratore, Roberto Alfonso, fa parte dei Magistratura Indipendente. Inoltre, a respingere l’ipotesi di archiviazione del Cinzia-Gate è stato il gip Giorgio Floridia, che nel marzo 1993 fu bersaglio dal duo Nunziata & Mancuso (quest’ultimo assessore alla sicurezza con Cofferati), per una vicenda legata alla massoneria e conclusasi con un nulla il trasferimento a Firenze di Nunziata. Nunziata e Mancuso, per inciso, saliti alle cronache per essere stati i pm della strage del 2 agosto e di cui si narra una presenza assidua in Via Barberia (allora sede del Pci bolognese) nel periodo delle relative indagini. In ogni modo, il sospetto del ruolo politico giocato dalla magistratura nella vicenda Del Bono è alquanto pesante. Come mai quella fretta di archiviare tutto quest’estate?

I vertici del Pd hanno un bel da rimarcare su quanto sono bravi a rispettare la magistratura, ma l’impressione è che quel rispetto sia quanto meno interessato. La verità è che mani pulite ha esentato l’ex-Pci dal dover fare i conti con il proprio passato recente. Conti che senza le inchieste a senso unico con divieto di svolta a sinistra sarebbero stati dolorosissimi da pagare. Eppure, la storia sembra prendersi la sua rivincita, non tanto sul piano giuridico-morale, poiché ciò che finora si imputa a Del Bono è davvero roba di poco conto, quanto su quello politico. Ciò che sta crollando è il falso mito della superiorità morale della sinistra. Dopo Abruzzo, Puglia e Lazio, anche la sua capitale politica, morale e culturale, l’Emilia-Romagna (nel suo capoluogo), viene toccata da scandali più o meno grossi. Ancor più degli ammanchi e delle cifre prelevate, in sé irrisorie, è il comportamento di Del Bono verso Cinzia Cracchi a lasciare allibiti. Finito l’idillio tra i due, lei viene immediatamente spedita a mansioni basse e mal retribuite, senza che nessuna Concita De Gregorio strepiti per il trattamento riservato a una donna.

La verità è che oggi Del Bono è l’emblema del crollo del Pd. Professore del dipartimento di Scienze Economiche della Facoltà di Economia di Bologna, culla del prodismo, vede crollare il progetto prodiano di governo di Bologna, mentre in Puglia il trionfo di Nicky Vendola vede crollare un’altra componente del Pd legata al duo Bersani-D’Alema. A ciò si aggiunga il fallimento del duo Veltroni-Franceschini e il ritratto di un partito in completo sfacelo è completo. Peccato che a Bologna il Pdl sia allo sfascio e Pierferdinando Casini sia in grado di far danni più che altrove. Peccato davvero, perché la prossima tornata elettorale potrebbe fornire l’occasione per una vittoria del centrodestra. Premio: un bel mucchio di macerie.

 

(La Voce di Romagna, 26/1/2010)

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  1. #1 di lotarino il gennaio 26, 2010 - 1:45 pm

    Delbono è vittima della valutazione politica di fatti privati della vita personale, inventata dal Pd durante il caso Berlusconi-D’Addario, tanto che gli sono state imposte le dimissioni anke se lui si proclama innocente e che sino ad ora non c’è stato alcun chiarimento sul suo caso, e se poi uscisse pulito???chi lo ripagherà???
    http://www.loccidentale.it/articolo/il+doppiopesismo+del+pd+si+misura+anche+sul+caso+del+bono.0085274

  2. #2 di Alessandro Baldazzi il gennaio 26, 2010 - 2:59 pm

    Sono profondamente deluso dalla politica Italiana, sia di centrodestra che di centrosinistra e con le dimissioni del Sindaco Del Bono è finita l’etica morale e civile di Bologna . Come rimpiango i vecchi sindaci DOZZA e ZANGHERI .

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