Il limite da mettere è quello alle emissioni di cialtronate

Il summit sull’ambiente che si sta tenendo a Copenhaghen in questi gironi sembra destinato a concludersi con un nulla di fatto, almeno così è dato sperare da chi ha un minimo di buon senso. Si cerca di trovare un compromesso in extremis, giusto per salvare la faccia, sulla diminuzione di emissioni di Co 2 da qui al 2050, quando sarebbe molto più opportuno abolire le emissioni di cialtronate che fuoriescono dalla bocca dei partecipanti a quei vertici costosi e inutili, per non dire deleteri.

Quel che però deve preoccupare è il muro eretto dalla propaganda ambientalista di fronte alle tesi contrarie. Eppure, migliaia di scienziati sono molto scettici, non solo sull’aumento di anidride carbonica come causa dell’aumento delle temperature, ma anche sul fatto che le temperature aumentino così tanto come sostengono gli ambientalisti. Infatti, le statistiche vengono distorte dal fatto che le temperature vengono misurate in modo rilevante in quelle autentiche isole di calore che sono le città, le quali, però, occupano una superficie del pianeta assai modesta. Spostando un attimo l’attenzione all’inquinamento, è emblematico il caso di Milano, presa costantemente ad esempio per l’aria irrespirabile. Ebbene, in realtà l’aria di Milano va migliorando da decenni. Come ha sottolineato Francesco Ramella, ingegnere ambientale e collaboratore dell’Istituto Bruno Leoni, la situazione ambientale del capoluogo lombardo è in virtù delle innovazioni tecnologiche – assai migliore di quanto non fosse in passato: «Negli ultimi quindici anni la concentrazione di tutti I maggiori inquinanti si è drasticamente ridotta: il biossido di zolfo è passato da 38 a 5 mg/m3 (-87%);- il biossido di azoto è diminuito da 115 a 60 mg/m3 (-48%); l’ossido di carbonio è stato abbattuto, da 3,9 a 1,3 mg/m3 (-67%) e le polveri totali sospese sono state ridotte da 140 a 59 mg/m3 (-58%)».

Questi sono dati accessibili a tutti, ma c’è da star certi che a nulla serviranno contro la propaganda terroristica degli ambientalisti. E poi, sei dati non confermano la teoria si possono sempre alterare. Infatti, nei giorni scorsi è emerso da conversazioni intercorse in una mailing-list tra membri dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) che questi signori sbattono scientemente dati falsi in pasto all’opinione pubblica allo scopo di avvalorare le proprie tesi catastrofiste. In un post di tal P.J., che cita un tal K., emerge quanto segue: “Non voglio vedere nessuno di questi studi nel report dell’I.P.C.C. K. ed io li terremo fuori in un modo o nell’altro, anche se dovessimo arrivare a ridefinire che cos’è un peer-review”, che, per la cronaca, è un processo con cui viene valutata la qualità di una ricerca, per decidere se pubblicarla su una rivista o finanziarla. Insomma, come nella miglior tradizione marxista, se i fatti non confermano la teoria, peggio per i fatti. Ebbene, anche dopo questa rivelazione questi signori continuano a dettare legge, sostenuti dai governi dei paesi più ricchi e importanti, non ultimo gli Stati Uniti di San Barack Obama, che, tra l’altro, sta “salvando” il suo paese dalla bancarotta con gli stessi metodi del tanto vituperato inquilino precedente, ossia inflazionando a più non posso.

Che c’entra l’inflazione, direte voi. C’entra, c’entra, visto che da Keynes a oggi quella stessa pubblicistica economica di sinistra che strizza l’occhio all’ambientalismo ha sempre raccomandato il credito facile come strumento di sviluppo dell’economia. Credito facile dispiegato attraverso emissioni di liquidità e ribasso del tasso di interesse al di sotto del suo livello naturale. Prima di tutto, queste politiche deprimono il risparmio incentivando i consumi, mettendosi con ciò in contrasto con le politiche raccomandate dagli ambientalisti basate sulla riduzione dei consumi. Ma quel che è più interessante è l’aspetto urbanistico della questione. Nelle Considerazioni sulle conseguenze della riduzione dell’interesse di John Locke, pubblicate alla fine del diciassettesimo secolo, l’autore sostiene che una riduzione artificiale del tasso di interesse legale al 4% (quello compatibile con le condizioni di mercato era all’incirca del 6%) avrebbe rafforzato il “monopolio dei banchieri di Lombard Street, che riceveranno il denaro dei risparmiatori all’interesse legale del 4%, ma lo presteranno a chi ne ha bisogno a un tasso ben più alto”. E ancora: “Inoltre, il monopolio del denaro implica la concentrazione dei fondi monetari nella capitale e nelle zone ad essa vicine…privando il resto del paese, e le campagne in particolare, dei finanziamenti necessari allo sviluppo del commercio in quelle aree”. E, poiché dove si concentrano le risorse si concentrano anche le attività, tutto questo contribuisce a spiegare come mai, in questi anni di tassi mantenuti artificialmente bassi, le campagne e, soprattutto i luoghi di montagna si siano andati spopolando, con grave danno per l’ambiente, mentre le città stanno scoppiando alle prese con quelle che geografi ed economisti chiamano diseconomie di agglomerazione, ossia i disagi dell’eccesso di concentrazione di popolazione, a partire di quello relativo all’aumento delle temperature. Quella concentrazione di popolazione (nelle città) che dà la (falsa) percezione di un mondo sovrappopolato.

Come si vede manipolatori di credito e moneta e manipolatori dei dati ambientali sono fatti della stessa pasta. Creano false paure per farci vivere come pare a loro, facendo rientrare dalla finestra quelle idee collettiviste che la storia aveva cacciato dalla porta. Per questo, non ci possiamo permettere di abbassare la guardia.

 

 

(La Voce di Romagna, 10/12/2009)

Annunci
  1. #1 di Giorgio il dicembre 20, 2009 - 10:45 am

    Ancora un volta Dott. Carlo ha centrato la questione su chi e perchè manipola la realtà e l’oggettività dei fatti REALI!
    Complimenti!
    A proposito di “balle ambientali” ultimamente ho letto articoli sulla “piccola era glaciale” (che sicuramente conosce) che ci fu dall’anno 1300 al 1850; molto interessane a dimostrazione che le cause anche quella volta non potevano essere l’inquinamento dei gas, ecc….
    Mi sono chiesto: ma perché non ne parla nessuno, TG, Programmi speciali vari…
    Chi sa perché??
    Saluti
    Giorgio

  1. idee collettiviste « Tubo di scappamento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: