Archivio per novembre 2009

Brunetta, gli statali e le tasse. Lo Stato come gli evasori

Poiché sono stato citato nella risposta del direttore all’articolo di Simone Mariotti apparso sulla Voce di ieri, anch’io vorrei aggiungere il mio contributo al dibattito su statali ed evasori fiscali. Dibattito che, una volta sviluppato con la risposta del direttore, non poteva non portare al peso che lo Stato ha nell’economia italiana, con tutto il corollario di disagi che questo comporta per chi produce ricchezza. Leggi il seguito di questo post »

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Brunetta, gli statali e un giornale che crea dibattito (di Simone Mariotti)

Arrabbiato per un articolo elogiativo del ministro Brunetta e troppo sprezzante nei confronti degli statali scritto da Alessandro Spada (“Fannulloni addio grazie a Brunetta”), qualche settimana fa, un mio amico, D., scrisse al giornale, replicando al pezzo di Spada firmando una lettera appassionata. D. si opponeva al concetto di “statali fannulloni” nel modo in cui è stato veicolato dal ministro Brunetta e sosteneva che il vero cancro del paese era l’evasione fiscale, dimostrando nella sua lettera le mancanze dello Stato nei confronti della sua categoria, verso la quale non si usava tanto il sistema di “bastone e carota” di brunettiana memoria, ma solo il bastone. Il nostro direttore, rispondendo alla lettera, riconosceva che D. non rientrava chiaramente nella categoria dei fannulloni, ma nella sua replica scrisse: “Io sono un ultra liberista e al contrario suo penso che il cancro di questo paese sia lo statalismo e l’eccessiva tassazione, e non l’evasione fiscale”. Ne nacque un mini dibattito tra amici via mail, che riprendo per aggiungere un commento finale su una questione che, a mio avviso, resta assai complessa. Leggi il seguito di questo post »

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Un altro passo nella battaglia per la libertà di Giorgio Fidenato

Ieri mattina, presso il tribunale di Pordenone, si è tenuta l’udienza che ha visto coinvolto Giorgio Fidenato, Presidente degli agricoltori federati del Friuli, chiamato in causa dall’Inps per il mancato versamento dei contributi previdenziali dei propri dipendenti. Leggi il seguito di questo post »

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Si paga la mancanza di un’idea di paese

A quanto sembra, in Consiglio dei Ministri è un volare di stracci continuo negli ultimi tempi, soprattutto quando c’è di mezzo il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il tutto, considerando il momento assai difficile e delicato del Presidente del Consiglio, fiaccato dall’attacco concentrico di moglie, procure e fuoco amico rappresentato dalla voglia di poltrone di Bossi, dal cinismo di Fini e dalla rigidità dello stesso Tremonti. Leggi il seguito di questo post »

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Ma quelle idee hanno ancora troppi seguaci

All’indomani del crollo del Muro di Berlino, molti fecero l’errore di cercare di comprendere le cause del fallimento del socialismo reale. In realtà, occorrerebbe indagare sul perché il comunismo sovietico sia durato per ben 72 anni. Leggi il seguito di questo post »

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Il primo nemico non si scorda mai

Ci odiano. Le nostre élites politiche e culturali ci odiano fin dai tempi dell’unità d’Italia. Odio proseguito e rinverdito dalle élites politiche e culturali antifasciste. Le prime, impregnate di ideologia giacobina, odiavano gli italiani perché cattolici, i secondi per motivi vari, dai comunisti perché dal ’48 gli italiani li hanno sempre bocciati nelle urne, ai democristiani, che pur non odiando gli italiani, non hanno mai amato troppo le loro tasche. Leggi il seguito di questo post »

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Il sentire comune popolare violentato dalle élites culturali

In questi giorni, la guerra civile tra élites politico-culturali e cittadini sta conoscendo un’intensificazione quanto mai virulenta. Dal caso Marrazzo alla sentenza di Strasburgo sui crocifissi, il sentire comune popolare, che queste élites hanno sempre preteso di rappresentare, è stato letteralmente aggredito e violentato nei suoi aspetti più profondi. Leggi il seguito di questo post »

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