Archivio per marzo 2009

L’esempio Gm: soltanto il mercato ci può salvare

C’era una volta in America. Il titolo del film di Sergio Leone mi sembra particolarmente adatto a spiegare lo stato di salute in cui versa oggi il libero mercato negli Stati Uniti. Il caso Wagoner è l’ennesimo esempio di barbarie economica che si sta consumando sul suolo americano. L’affondo del presidente Barack Obama nei confronti del potente manager di Gm (General Motrors) Rick Wagoner ha lanciato un segnale fortemente negativo ai mercati, come hanno dimostrato i forti cali registratisi in borsa sulla scia delle dimissioni dello stesso Wagoner. Leggi il seguito di questo post »

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Più liberismo e tre regole: questa non è una crisi come le altre e non se ne esce con più statalismo

Obama dà il via al piano salva banche. Viva Obama!, anche se in realtà è il suo ministro del tesoro Tim Geithner ad aver predisposto il Public-Private Investment Program per comprare fino a 500 miliardi di dollari di titoli tossici, che diverranno 1000 nel caso in cui il piano in questione dia risposte positive. Le borse volano, ma l’impressione è che l’esaltazione dei mercati sia la stessa che provano gli assetati nel deserto quando, dopo ore e ore sotto al sole, incrociano un buon samaritano che dà loro da bere qualche sorso d’acqua.  Leggi il seguito di questo post »

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Il Pdl è un contenitore vuoto, ma non è necessariamente un male

Dopo l’accoppiamento avvenuto circa un anno fa, e una gestazione lunga 12 mesi, finalmente Forza Italia e Alleanza Nazionale entrano in sala parto per dare alla luce la loro creatura chiamata Pdl. In questi giorni si sono sprecati lacrime e fazzoletti per la fine della destra, con tutto il contorno di retorica sulla scomparsa dell’identità che si accompagna in occasione di questi eventi. Leggi il seguito di questo post »

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La crisi mette a nudo i problemi: ora via alle riforme

Giovedì 12 marzo, nel suo editoriale sul Corriere della Sera, Giuseppe De Rita evidenziava come l’Italia per ora non stia sbandando, poiché il suo modello di sviluppo permette una costante e diffusa «redistribuzione della crisi». Enrico Cisnetto, sul Foglio del 13 marzo ribatteva, a mio avviso lucidamente, come proprio tale modello costituisca la catena che ci lega a una forma di capitalismo e di organizzazione della vita sociale che in questi anni ha procurato il declino, ha impedito al Paese di avere una strategia per il futuro e domani ci potrà impedire di cogliere le novità del “dopo crisi”. Leggi il seguito di questo post »

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Costituzione: va cambiata in toto, altrimenti il paese resta bloccato

Nel suo editoriale di ieri, Ernesto Galli della Loggia ha sottolineato come tra popolo di sinistra e costituzione italiana vi sia una corrispondenza di amorosi sensi che non si riscontra nell’altra metà del paese, che nella costituzione vede sempre più uno strumento di ostacolo a un’esistenza serena e alle proprie attività. La questione non si limita a una diversità di punti di vista, ma coinvolge valori e differenze sociali legate al reddito, ma non solo. Leggi il seguito di questo post »

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La cultura del bersaglio: le polemiche su Mourinho sono lo specchio del nostro paese

In questi giorni sta tenendo banco la querelle Mourinho legata al dopo Inter-Roma. Per chi volesse un attimo gettare lo sguardo oltre l’evento sportivo, questa vicenda mostra davvero il peggio della nostra cultura nazionale. Ad antichi vizi mai scomparsi si sono sommati i difetti e le cattive abitudini assunti dalla nostra società negli ultimi 40 anni. Certo, quando c’è il calcio di mezzo, quel quid di irrazionalità e di follia in più non manca mai, però qua siamo in pieno sonno della ragione. Leggi il seguito di questo post »

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Quella rupe laicista da cui rischiamo di cadere

Il mondo occidentale sta invecchiando e in Italia la tendenza è più marcata che altrove. I costi di sanità e previdenza, pubblica e privata, sono perciò destinate ad aumentare. Più assicurazioni private e più spesa pubblica per pensioni e sanità comporteranno meno risorse per lo sviluppo economico. In tal modo la torta (il Pil) su cui si calcolano le imposte crescerà sempre meno e, di conseguenza, crescerà sempre meno il gettito fiscale e con esso le risorse per sanità e previdenza. Insomma, è un circolo vizioso: più si invecchia, meno produttivi si diventa e più scarse diventano le risorse a disposizione. Leggi il seguito di questo post »

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