Dagli all’ebreo: l’antisemitismo è nel dna della sinistra

La lite tra Michele Santoro e Lucia Annunziata e le bandiere di Israele date sistematicamente alle fiamme alle manifestazioni dell’estrema sinistra costituiscono solo le ultime tappe di un processo che, dal 1967 (ossia dopo la guerra dei Sei Giorni), ha visto la sinistra italiana ed europea intensificare la propria avversione verso lo Stato di Israele.

Di questo non c’è da stupirsi, perché l’odio verso Israele è nel Dna della Sinistra; basta smettere di giocare con le parole e ricondurre tutti i pregiudizi verso gli ebrei (antisemitismo, antisionismo, ecc.) a un unico antiebraismo. Certo, quando pensiamo ai pregiudizi verso gli ebrei, la nostra prima reazione si volge verso l’antisemitismo di matrice nazista, in virtù degli orrori dei campi di sterminio. Eppure, occorre ricordare come tra i campioni dell’odio anti-ebraico troneggi proprio Sua maestà Karl Marx, ebreo auto rinnegato, che diede alle stampe un celeberrimo pamphlet del 1843 sulla Questione Ebraica, nel quale sciorinava il proprio odio nei confronti dell’attrazione verso il denaro da parte dell’ebreo: “Qual è il fondamenti mondano del giudaismo? Il bisogno pratico, il proprio interesse. Qual è il suo Dio terreno? Il denaro”. E ancora: “…il denaro è divenuto una potenza mondiale e lo spirito ebraico è divenuto lo spirito ebraico dei popoli cristiani. Gli ebrei intanto si sono emancipati, in quanto i cristiani sono divenuti ebrei”. E infine: “Il denaro è l’adorato Dio d’Israele,…è l’essenza del suo lavoro e della sua esistenza resa estranea all’uomo, e questo elemento estraneo lo domina ed egli l’adora. Il Dio degli ebrei si è mondanizzato: è divenuto dio mondano. Il commercio è il reale dio dell’ebreo: il suo dio è soltanto lo scambio a base di furberia”.

Salta quindi agli occhi come gli stessi pregiudizi che faranno parte dell’ideologia nazista erano già presenti in Marx oltre mezzo secolo prima. Magari Marx non indugiava sugli aspetti biologico-razziali, ma per il resto non si fece mancare nulla. Del resto, la concezione biologico-razziale nazista e quella economica marxiana sono entrambe radicate in concezioni meccaniche e deterministiche dell’uomo, tipiche dello scientismo ottocentesco, che trattava le scienze umane (come l’economia) con gli stessi metodi delle scienze fisiche, trascurando il fatto che queste ultime si possono avvalere di esperimenti condotti in laboratorio. Non fu perciò casuale l’uso di esseri umani come cavie sia nei laboratori nella Germania nazista, sia nelle pianificazioni economiche nei paesi comunisti. E, in quanto estraneo, l’ebreo era la “cavia più adatta”, anche per i comunisti, che pur nel loro internazionalismo e nel loro egualitarismo, lo vedevano come un essere “meno uguale degli altri”. In ogni modo, tutti i movimenti politici nati dal socialismo hanno avuto in comune l’avversione verso l’ebreo. E questo non è un caso, perché il socialismo, in salsa fascista come in salsa progressista, è un’ideologia inequivocabilmente reazionaria che mira a governare cose e persone da un centro unico come si conviene alle piccole tribù nelle quali un capo è in grado di avere sotto controllo tutta la comunità. Il socialismo, per capirci, pretende di applicare questi stessi metodi nel governo di società grandi e complesse, nelle quali i bisogni sono diversificati e in continua evoluzione, e che per essere soddisfatti richiedono l’inventiva di persone che spesso sfidano luoghi comuni e pregiudizi correnti. Ebbene, nessuno come l’ebreo ha rappresentato questa categoria di persone, e per questo verso di loro si è da sempre scatenato l’odio delle belve della società chiusa, siano esse reazionarie o “progressiste”.

Il blog di Repubblica, all’indomani delle polemiche su Santoro, era inondato di e-mail di solidarietà acritica verso il conduttore e verso la Palestina, i cui oppressori non vengono mai riconosciuti nei propri governanti corrotti o fondamentalisti. No, per i post-comunisti corruttore e colpevole è sempre l’Occidente, e se Israele ne è espressione, non ci sono “meriti antifascisti” che tengano. Ha peccato e allora non deve esistere. Del resto, i comunisti (post o meno) si reputano una setta di giusti al pari di Hamas, al di fuori della quale tutto è peccato. Odio per gli ebrei incluso, ma solo se proviene da elementi al di fuori o nemici della setta come i nazisti. Purtroppo, la seconda guerra mondiale, oltre ai suoi orrori, ha creato un equivoco che ha visto gli ebrei ricevere fino al 1967 la solidarietà dei movimenti socialisti solo in quanto vittime dei campi di sterminio nazisti, in base al principio che il nemico del mio nemico è mio amico. Un principio meramente negativo e conflittuale, valido solo nel momento in cui l’ebreo è visto come vittima. Ma nel momento in cui riacquista la sua libertà, ecco che i pregiudizi, dapprima latenti, riemergono prepotentemente dalla coscienza di una sinistra anticapitalista e terzomondista, per la quale solo le armi della Germania nazista, potenza occidentale, conferiscono il martirio. Perché si sa, l’Occidente è sempre colpevole, salvo i casi in cui non sia alleato della “parte giusta”, come nel caso di Roosevelt, che fece bombardare indiscriminatamente le città europee causando volutamente milioni di morti civili (altro che Israele con Gaza!). Ma a Roosevelt, per aver combattuto a fianco dell’Urss, le piazze vengono intitolate, mentre nel per Israele sono fatte teatro di sfilate a base di odio e insulti vergognosi, perché in Italia e in Europa il comunismo tutto lava e tutto pulisce. Sangue incluso.

 

(La Voce di Romagna, 21/1/2009)

Annunci
  1. #1 di briccone il gennaio 21, 2009 - 7:02 pm

    Forse per te èmeglio bruciare i bambini.
    Il tuo tentativo di alleggerire le responsabilità dei nazifascisti nella persecuzione e nello sterminio degli Ebrei è patetica. Ti voglio ricordare che in quel periodo innocenti Ebrei e Comunisti erano costretti a sfilare fianco a fianco sulla via che portava ai forni crematori.
    Rispolverare scritti di Carlo Marx risalenti a 150 anni fa non ha nessun valore perchè tu, in maniera subdola,li estrapoli dal contesto.
    All’epoca CERTI Ebrei, che facevano i banchieri,speculavano sulla povera gente.

  2. #2 di Terry il febbraio 28, 2009 - 3:08 pm

    Oggi chiunque critichi Israele viene bollato come antisemita, mentre in nessun modo le vittime di qualunque persecuzione (e gli ebrei non sono certo gli unici ad essere stati perseguitati) possono vantare crediti morali che gli consentano di diventare carnefici. NEssuno é legittimato ad uccidere e chi lo fa non puó accampare alcuna scusa, presente o passata.
    Qeusto, invece, é ció che sta succedendo in medio oriente e ció che passa sulle nostre televisioni…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: