I mostri sinistri della ragione

Con Barack Obama alla Casa Bianca gli Stati Uniti e la sinistra italiana sembrano davvero combinarsi alla perfezione, quasi come Barack & burattini. Ma non ditelo a Veltroni, perché è ancora convinto che tra USA e Pd, a portare in dote Barack sia stato il Pd.

Man mano che il fumo dell’incenso si dissolve intorno al nuovo messia di Chicago, si può notare come sulla crisi non abbia ancora le idee molto chiare. Del resto, non sono in molti ad averle, nemmeno tra gli addetti ai lavori. In molti osservatori, però, hanno notato che in diversi punti il programma elettorale di Obama è di difficile applicazione stante la situazione ereditata, sia in materia economica, a causa degli effetti della crisi in corso, sia in politica estera, a causa del ginepraio mediorientale in cui gli Stati Uniti sono finiti. L’unico punto del programma che Obama sembra poter realizzare è quello relativo all’ambiente, anche per via dell’incapacità della destra nel mondo a contrastare, sul piano del consenso, le argomentazioni demagogiche portate avanti dall’ambientalismo radicale, nonostante sul piano scientifico quest’ultimo sia smentito con sempre maggior frequenza dalla comunità scientifica. La ratifica al Protocollo di Kyoto da parte degli Stati Uniti costituirebbe un fatto davvero grave, visti i costi notevoli e la sostanziale inutilità del progetto. Infine, last but not least, c’è da sperare che certi slogan siano solo il frutto della vittoria. Tutti coloro che si sono proposti con il proposito di “cambiare il mondo” hanno sempre finito con il combinare più danni della grandine.   

In Italia, invece, il dibattito è sempre più terra terra, per non dire sotto terra. A un Ministro dell’Economia che rimpiange il New Deal rooseveltiano il centrosinistra replica con tutto il bagaglio di argomentazioni di cui sembra disporre al momento, che è zero spaccato. Per quanto criticabile in alcuni aspetti, l’attuale governo qualcosa sta facendo. I tagli alla spesa vanno nella giusta direzione, ad esempio. Semmai, il governo andrebbe incalzato, invece il duo Veltroni-Di Pietro non sembra conoscere altro che l’invettiva, stante l’ignoranza e vuoto di idee che li accomuna. E lo stesso dicasi del mondo intellettuale che da sempre circonda la sinistra italiana. Del resto, passare da Levi, Calvino e Quasimodo a Travaglio, Camilleri, Beppe Grillo e Sabina Guzzanti la dice lunga sulla capacità di elaborazione della società dell’attuale sinistra, nonostante le risorse intellettuali di cui dispone. Dal punto di vista politico, l’unica impresa che il Pd ha realizzato in questi mesi è stata quella di aver trovato un vice (Franceschini) ancor più scarso di Veltroni. Guardando alle nuove leve, poi, se il futuro è rappresentato da persone come Pina Picierno, allora tanti auguri. Pur con tutti i suoi limiti (che sono tanti!), Berlusconi sembra davvero l’unica figura politica presente sulla scena italiana, un po’ come gli Stati Uniti nel mondo all’indomani del crollo dell’Unione Sovietica. Certo, è vero che il giorno in cui Berlusconi smetterà con la politica il centrodestra rischia di dissolversi perché dietro di lui c’è il vuoto, ma nel centrosinistra, il giorno in cui Veltroni leverà le tende, invece del vuoto ci sarà la ressa. E la ressa, si sa, ostruisce, specie quando è una ressa di mediocri.

Ma l’aspetto peggiore è che la crisi della sinistra rischia davvero di ripercuotersi su tutto il paese. Le proteste di piazza, quando coinvolgono gli studenti, si sa come cominciano, ma mai come vanno a finire. L’esperienza degli anni Settanta sembra davvero non aver insegnato nulla, né a Veltroni e soci, né a gran parte della stampa di sinistra. Forse perché gli uni e gli altri si sono formati in quegli anni “formidabili”, per dirla con Mario Capanna. Purtroppo, in piazza gli studenti (soprattutto universitari) sono una categoria assai più pericolosa di altre. Innanzi tutto per l’età. Quando si è giovani si hanno più energie fisiche, che se mal incanalate producono danni, come dimostrano i continui tentativi di occupare i binari delle stazioni o, solo per citare i fatti più recenti, le molotov tirate a tre filiali di Unicredit nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 a Bologna, città che si preannuncia molto calda in materia di scontri. Inoltre, come tutte le persone con scarsa esperienza di vita, gli studenti hanno poco senso del limite, specie per via del fatto che, non avendo una famiglia di cui sono responsabili, possono indulgere in comportamenti spesso rischiosi anche per sé stessi, facilitati in questo da uno stato permissivo con chi delinque. Infine, lo studente universitario attraversa una fase della vita in cui apprende i primi rudimenti della conoscenza, necessari a farsi un’idea delle cose, ma non sufficienti per comprendere a fondo i problemi della vita. Aggiungiamo a tutto questo il tempo che gli studenti hanno a disposizione per diventare dei veri e propri professionisti a tempo pieno della protesta e il gioco è fatto.

Purtroppo, la crisi morale e il tracollo culturale che stanno investendo la sinistra rischiano di gettare il paese in un’altra stagione di sangue. Questi signori stanno scherzando col fuoco e lo sanno benissimo, ma poiché non riescono a liberarsi della sindrome del migliore in virtù della quale credono di detenere il monopolio del bene, pur di bruciare Berlusconi sarebbero disposti a bruciare l’intero paese.

 

(La Voce di Romagna, 11/11/2008)     

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  1. #1 di comeunalama il gennaio 20, 2011 - 10:52 am

    e visto come vanno le cose oggi, credo che tu allora, centrasti in pieno.

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