Archivio per settembre 2008

Ma i mercati sono già troppo soffocati da regole e legulei

Venerdì 26 settembre è apparso su Repubblica uno stralcio dell’intervento di Guido Rossi al convegno di studi tenutosi a Courmayeur dal titolo “Nuovi equilibri mondiali: imprese, banche, risparmiatori”. Rossi si è soffermato sulla struttura delle società per azioni e dei mercati finanziari, soprattutto nei suoi aspetti tecnico-giuridici, come è giusto che sia per chi si occupa professionalmente di questioni inerenti al diritto societario. Leggi il seguito di questo post »

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Turismo a go go tutto l’anno!

L’azienda dei trasporti di Forlì ha stipulato una convenzione con Mc Donald’s in base alla quale i bambini che fanno l’abbonamento per un anno all’autobus per andare a scuola disporranno di un buono da 100 euro da spendere da Mc Donald’s. E con questo, direte voi? Beh, da questa semplice operazione promozionale si possono trarre in realtà tanti spunti di riflessione. Leggi il seguito di questo post »

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Una rivoluzione liberista che scacci il fantasma di Keynes

Come era prevedibile, la crisi finanziaria che sta attanagliando gli Stati Uniti ha dato il via alla gioia incontrollata dei corvacci dell’anicapitalismo. In molti, soprattutto in Italia, hanno salutato entusiasti la sconfitta di Milton Friedman (l’inventore della reaganomics) e il ritorno di Keynes e delle sue teorie. Leggi il seguito di questo post »

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I trucchi Usa non fermeranno la bufera (da Il Giornale del 22/8/2008, di Geminello Alvi)

Gli espedienti ai quali Sec e Tesoro degli Stati Uniti si sono votati confermano che giovedì scorso la situazione dei mercati non era più soltanto seria, era disperata. Eppure quanti su tanti giornali spiegano la crisi paiono volersene dimenticare a memoria. E per un rimbalzo da borse alla cinese, ovvero finte, hanno ceduto troppo all’euforia. Mentre invece gli espedienti tentati restano per molti versi discutibili, e forse di precaria efficacia. Del resto tant’è: questo è il pressappochismo sortito da anni in cui si sono stampati più dollari che tappi di Coca-Cola. Per carità tralascio di citare che cosa tanti economisti hanno scritto fino all’altro ieri. Lasciamo stare; vediamo invece quali rischi di incoerenza e quanti margini di inefficacia vi siano nel gesto americano. Leggi il seguito di questo post »

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Tutta colpa di una crescita “drogata”

Dopo il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac costato 200 miliardi al contribuente americano e il fallimento della banca d’affari Lehman Brothers con un crack da 613 miliardi di dollari, oggi è il turno del salvataggio a mezzo Fed (85 miliardi di dollari) di AIG (American International Group), il gigante mondiale delle assicurazioni.  Chi, come il sottoscritto, aveva paventato tempi lunghi per la crisi, ha ben poco da rallegrarsi nel veder confermate le proprie previsioni. Leggi il seguito di questo post »

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Quando si invoca l’intervento del governo

La decisione del governo americano di nazionalizzare le due GSE (Government-sponsored housing enterprises), i giganti dei mutui Fannie Mae & Freddie Mac, ha suscitato l’entusiasmo di borse e commentatori, con le prime che hanno registrato rialzi cospicui, mentre i secondi hanno tessuto le lodi del governo americano. Lodi provenienti sia da commentatori di destra, perché ciò che fa Bush e l’America è sempre ben fatto anche quando si devia dai principi del libero mercato, sia da commentatori di sinistra, perché finalmente anche quell’affamatore di popolo di Bush pende atto che l’economia senza lo Stato non può funzionare. Leggi il seguito di questo post »

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Caucaso: i fattori che hanno determinato la crisi

Quando il gatto americano non c’è i topi ballano. Questa potrebbe essere la morale della crisi russo-georgiana. È inutile raccontarci favole. Tre fattori hanno inciso in questa vicenda: la debolezza congiunturale degli Stati Uniti, la debolezza strutturale dell’Unione Europea e l’attuale forza dei paesi produttori di energia, di cui la Russia fa parte. Leggi il seguito di questo post »

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