Archivio per luglio 2008

I parrucconi dell’Unione Europea all’attacco del Governo Berlusconi

Per l’ennesima volta, l’eurocrazia parruccona dell’Unione Europea attacca pesantemente il governo italiano di centrodestra. Già nel 1994 Elio Di Rupo, vicepremier belga socialista di origini italiane, rifiutò di stringere la mano a Giuseppe Tatarella, ministro del primo governo Berlusconi in visita al Parlamento europeo, perché “fascista”. E come non ricordare il becero show del social democratico tedesco martin Schultz, naturalmente incitato dagli europarlamentari della sinistra italiana, sempre tanto solerte a rimarcare lo scarso senso dello Stato della pattuglia dei Berluscones? Leggi il seguito di questo post »

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No Silvio, la politica di sinistra proprio no

Et voilà! Berlusconi si scopre di sinistra. Venerdì scorso se ne è uscito dicendo che “la vera politica di sinistra la faremo noi” e che il centrodestra attua quello che il Pd promette solo a parole, ossia aiuta i deboli e gli emarginati. Come dire che, alla fin fine, il socialismo è cosa buona e giusta e persino desiderabile, ma il centrodestra lo realizza meglio. E ti pareva! Purtroppo, in Italia sempre lì si va a parare. Termini come rivoluzione liberale sono ormai desaparecidos, mentre concorrenza è un epiteto che ha sempre procurato l’orticaria, soprattutto a destra. Leggi il seguito di questo post »

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Ma c’è un altro problema: si chiama Tremonti

Il Governo Berlusconi ha ormai quasi tre mesi di vita e quanto a popolarità sta piuttosto bene. Fin qui tutto normale, dato che, mediamente, la luna di miele tra governi e opinione pubblica nelle democrazie occidentali dura circa nove mesi. Dopo, arrivano puntuali i primi litigi fra i vincitori, le varie lobbies che in quei nove mesi devono rimodulare i loro piani d’azione tornano operative, mentre il ricordo nefasto del governo precedente sbiadisce fino a scomparire, così che gli inciampi del governo in carica vengono giudicati senza pietà alcuna. Chiamala se vuoi democrazia. Leggi il seguito di questo post »

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Il monopolio della forza e l’età dei bruti

L’efferato omicidio di Andrea Tartari avvenuto lunedì a Porto Corsini ha comprensibilmente sconvolto tutti. Benché ormai si ripetano con sempre maggior frequenza, questi fatti non lasciano mai indifferenti e destano sempre sgomento. Ma ciò su cui mi vorrei soffermare sono le parole del Procuratore capo di Ravenna Roberto Mescolini, che preoccupato dal fatto che sempre più gente va in giro armata di coltello, ha auspicato “un intervento del legislatore affinché si prevedano pene più severe per il porto abusivo del coltello”. Leggi il seguito di questo post »

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Crisi economica: il governo non faccia come Roosevelt

Anche il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, finalmente, ha compreso che la recessione è inevitabile e che il problema prioritario è l’aumento dell’inflazione a lungo termine. Così è servito chi per mesi ha lanciato improperi al governatore della BCE Jean-Claude Trichet e alla sua scelta (saggia) di privilegiare stabilità monetaria e lotta all’inflazione rispetto a obiettivi di crescita economica attraverso manovre sui tassi di interesse. Leggi il seguito di questo post »

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Ma la speculazione è poi così negativa? (di Benedetto Della Vedova da Il Giornale 18/7/2008)

La specula era la vedetta della legione romana. Speculatore è perciò colui che guarda lontano, che osserva e predice il futuro. Così facendo si espone a rischi elevati ma anche a grandi rendimenti. Lo speculatore è un imprenditore come altri: valuta, rischia, poi guadagna o perde. Leggi il seguito di questo post »

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Crisi dei mutui: la colpa è dello Stato, non del mercato

Alla notizia che il Tesoro americano stava approntando un piano per salvare dal dissesto i giganti dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac, il nostro ineffabile Ministro dell’Economia se ne è uscito con la perla seguente: “Quello che è successo oggi in America, il fallimento e il salvataggio di un pezzo enorme del sistema finanziario e quindi economico degli Stati Uniti, è la prova che il mercato da solo tante volte non sa badare a se stesso. Il salvataggio fatto dal governo, la nazionalizzazione, è stata la cosa giusta”. Leggi il seguito di questo post »

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