Sicurezza: restano ostacoli, ma il vento è cambiato

Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista, ha bollato come “razziali” le leggi che predispongono il commissariato all’emergenza Rom, in quanto tarate su una particolare etnia. Nel corso di Matrix di mercoledì 14 maggio, il direttore di Liberazione Piero Sansonetti ha ricordato che tutto ciò evoca “antichi” ricordi, poiché ebrei e zingari furono i maggiori destinatari delle persecuzioni dei nazisti. Il neo-sindaco di Roma Gianni Alemanno, presente in studio, ha abbozzato, dicendo che sarebbe più opportuno far riferimento ai nomadi in genere piuttosto che all’etnia in sé, perché la questione riguarda le persone senza fissa dimora, che in una società come la nostra finiscono inevitabilmente per creare un mare di problemi.
Il governo che da oggi sarà ufficialmente in carica si è fortemente speso sulla criminalità in campagna elettorale e guai se disattendesse quanto promesso. Certo, una volta emanati i primi provvedimenti, le anime belle del progressismo salottiero sbraiteranno e la gran cassa mediatica darà loro ampio spazio. Eppure, oggi è forte come non mai la sensazione che queste élites siano davvero isolate dal resto del paese. È inutile alambiccarsi con numeri e statistiche facilmente manipolabili, l’emergenza esiste ed è sotto gli occhi di tutti. In particolare, i numeri della microcriminalità sono in aumento. Ci sono sì meno omicidi, ma scippi, rapine e furti in appartamento sono in crescita. Un terzo dei reati è commesso da extracomunitari e rumeni (soprattutto di etnia Rom), una tipologia di criminalità meno “professionale” e più “democratica”, che non fa distinzioni. Oltre a clonare i bancomat, rapina e aggredisce tutto ciò che le capita a tiro e può arrivare a uccidere per pochi spiccioli. I piccoli esercizi e le case dei più poveri sono presi di mira come banche e ville, sia perché queste ultime sono dotate di allarmi, sia perché i rapinatori extracomunitari si accontentano più di quelli nostrani di ciò che trovano. Così come nel mercato del lavoro regolare accettano quei lavori che gli italiani non vogliono più fare, in quello della criminalità rapinano anche quelle case e quelle botteghe che gli italiani non vogliono più rapinare.

A sinistra sembra iniziata una scissione tra un certo mondo intellettuale radical chic e il ceto politico, specie a livello locale. Il blocco della costruzione della moschea a Bologna pochi giorni dopo la batosta elettorale del 14 aprile, la dice lunga sull’aria che molti sindaci di sinistra hanno iniziato a fiutare. Tornando a quanto detto da Sansonetti sul fatto che ebrei e zingari furono i maggiori destinatari delle persecuzioni dei nazisti, il rischio razzismo non sembra valere per gli ebrei, come testimoniano gli accostamenti tra Israele e il terzo reich, i boicottaggi che da 40 anni si susseguono nei confronti dello Stato ebraico, per tacere della simpatia più volte espressa dalla sinistra verso i gruppi terroristici mediorientali. Purtroppo, una certa sinistra ama ancora distinguere tra ricchi capitalisti e poveri straccioni, secondo una logica che prende in considerazione soltanto l’aspetto etico e trascura quello pratico, e che valuta le cose da un punto di vista di una (presunta) giustizia sociale, senza curarsi troppo delle conseguenze di un atto. Certo, se un reato è commesso da chi è più ricco dà più fastidio, perché è commesso da chi ha maggiori possibilità di risolvere i propri problemi in altri modi, ma una pallottola in testa o un coltello in pancia hanno le medesime conseguenze se sferrati da un figlio di papà o da uno sbandato, o se si piantano nella pancia di un cummenda piuttosto che di un cassintegrato.

I veri ostacoli verranno da burocrazia e, forse, magistratura. L’apparato burocratico italiano, oltre ad essere inefficiente, è pervaso da quell’ideologia buonista, tipicamente antifascista, che vede nella repressione del crimine e nella severità dei cascami del fascismo. Nel dubbio, questori e prefetti sono sempre stati incentivati a comportarsi da calabrache. Non sarà semplicissimo cambiar registro. La magistratura, poi, è un’incognita. Più volte i magistrati hanno dato sfoggio di sinistrismo giudiziario, mostrando indulgenza verso disgraziati veri o presunti all’insegna del “se delinque è perché costretto dall’ingiusta società capitalistica in cui vive”. Stanti le dimissioni dal vertice dell’ANM del relativamente moderato Luerti e l’avversione di gran parte della magistratura verso il centrodestra e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, qualche motivo di preoccupazione è più che legittimo. Detto questo, però, le condizioni per varare provvedimenti più severi ci sono tutte. Pisanu all’interno non c’è più, dal governo ombra del Pd arrivano segnali positivi e il presidente della Provincia di Milano Penati ha detto a chiare lettere che affrontare l’emergenza Rom non significa essere razzisti, bensì preoccuparsi delle condizioni dei cittadini, specie di quelli più poveri. Insomma, il vento è cambiato, si tratta solo di seguirne la direzione e spiegare le vele.

 

(La Voce di Romagna, 16 /5/2008)

 

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