Archivio per aprile 2008

Per dimenticare

Non dimenticare. Questo è il ritornello che ci sorbiamo ogni 25 aprile che Dio manda in terra. A questo se ne aggiungono altri, come l’immancabile “Il 25 aprile deve essere la festa di tutti”, e così via ad alimentare il mare della retorica antifascista. Per fortuna che, una volta esaurite le manifestazioni di rito, la gente se ne torna a casa e dal 26 aprile si torna a parlare d’altro. Leggi il seguito di questo post »

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La compravendita è lecita, l’omicidio no. Allora?

La campagna elettorale sta volgendo al termine. E finalmente, perché in Italia i politici compaiono davanti alle telecamere ben oltre la modica quantità e sono soliti dire cretinate a ogni piè sospinto, e la competizione elettorale, si sa,  tende ad accentuare questi difetti. Inoltre, la campagna elettorale tende sempre a svilire ancor di più il livello della politica, con candidati che si abbassano al livello dei peggiori piazzisti senza scrupoli. No, in un contesto simile spazio per i temi etici proprio non c’è e chi, come Giuliano Ferrara, si è addirittura candidato scegliendo come unico punto del proprio programma il no all’aborto non sembra molto confortato dai sondaggi pre-elettorali. Leggi il seguito di questo post »

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Dubbi liberali su Tremonti. Non si torni al passato

Giulio Tremonti sugli scudi. Persino Paolo Mieli nel suo editoriale sul Corriere della Sera di domenica ha elogiato Ministro dell’Economia in pectore. Elogio suddiviso in due parti: nella prima, in cui si analizza il risultato del Pdl, il libro di Tremonti La paura e la speranza viene definito “un saggio assai dibattuto che ha scalato le classifiche editoriali e che ha dato grande lustro all’impresa”; nella seconda, in cui si analizza il risultato di Veltroni, si sottolinea come tra i limiti del Pd ci sia quello di non avere una solida base culturale di riferimento, “in quanto alla sinistra manca un Tremonti, cioè un politico di primo piano che produca analisi innovative in sintonia con quel che si dibatte nel resto del pianeta”. Leggi il seguito di questo post »

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Finalmente è rimasta a casa l’Italia dell’odio

E tre! Di questo passo Silvio Berlusconi diventerà il Rocky italiano. Sempre dato per vecchio e finito, eppure sempre vincente, nonostante continue gragnuole di cazzotti, provenienti di volta in volta da magistrati, politici (avversari ed alleati), giornali (italiani ed esteri), intellettuali e altri vip dello spettacolo più o meno assortiti, compresi quelli che dalle sue televisioni ricevono compensi da nababbi. Perché si sa, se la sinistra è già occupata dal cuore, il portafoglio non può che trovar posto a destra. Leggi il seguito di questo post »

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Così i cinesi si fregano da soli

Può sembrare un paradosso, ma in questi giorni la fiaccola olimpica sta incontrando parecchie difficoltà a muoversi “liberamente” per le strade delle città del mondo libero. Libertà che il governo cinese assicurerebbe senza alcun problema nelle vie delle proprie città. Peccato, però, che quella fiaccola, come tutte le altre, prima o poi sia destinata a spegnersi. Leggi il seguito di questo post »

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L’Europa rinuncia a sé stessa e sbraca di fronte a Cina e Islam

Ormai l’Europa si trova in piena dhimmitudine. Dhimmitudine è un termine arabo che deriva da dhimmi, che sono gli “infedeli” che vivono in terra d’Islam e che accettano di sottomettersi alle leggi islamiche. In cambio di questa sottomissione e attraverso il pagamento di un tributo (giziyya), il tributario non islamico si vede riconoscere il diritto di praticare il suo culto, ma non è considerato cittadino, non può portare armi, non può comandare un “vero credente” e deve accettare la superiorità e il proselitismo del musulmano senza avere per sé stesso il diritto di manifestare la sua fede non musulmana. Leggi il seguito di questo post »

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