Archivio per novembre 2007

L’incubo della stagflazione

È notizia di questi giorni che, dopo i mutui subprime, in Gran Bretagna si profila la scossa relativa alle carte di credito. Gli istituti di credito inglesi stringono i cordoni della borsa e sembrano voler dire basta all’era del credito facile. I debiti generati tramite pagamento elettronico ammontano a 71 miliardi di euro e, nelle ultime due settimane, quelli inesigibili sono aumentati del 20%. Di conseguenza, il maggior rischio di insolvenza sta facendo aumentare i tassi di interesse, mentre è in aumento, specie tra i giovani tra i 25 e i 34 anni, il numero di coloro che si sono visti rifiutare la carta di credito, e se si tiene conto che tutto ciò arriva nell’imminenza di un periodo “prodigo” per eccellenza come il Natale, allora i motivi di allarme per l’economia “reale” si fanno sempre più forti. Leggi il seguito di questo post »

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An non è riuscita a trasformarsi in un nuovo partito conservatore

Le ultime turbolenze politiche interne all’ormai ex-casa delle libertà hanno messo a nudo le difficoltà e i limiti politici presenti in Alleanza Nazionale. Certo, quando si rompe un rapporto le colpe vanno comunque suddivise, ma più che la conta di ragioni e torti mi preme evidenziare come in questi 13 anni AN non sia riuscita a diventare un moderno partito conservatore. Leggi il seguito di questo post »

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Un regime che sopravvive a se stesso

Personalmente, non ho mai creduto che il governo potesse cadere sulla finanziaria. E nemmeno l’ho auspicato. La finanziaria non è ancora stata del tutto approvata, in quanto ci sono altri passaggi da affrontare tra camera e, soprattutto, senato, ma la sostanza del problema non cambia. Leggi il seguito di questo post »

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La trappola femminista dell’emancipazione

Quanto ci hanno rotto – e ci rompono – le scatole con le conquiste della donna e con tutta la retorica dell’emancipazione, le cui conquiste sembravano dover schiudere al gentil sesso un futuro radioso sulle ali delle sorti magnifiche e progressive dei “formidabili” anni Sessanta. Leggi il seguito di questo post »

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Petrolio e mutui: il peggio deve ancora venire

Tanto tuonò che piovve. I mercati finanziari iniziano a traballare sull’onda del caro petrolio. Dopo la crisi dei mutui, ecco un altro fulmine a ciel tutt’altro che sereno. I segnali di un altro fronte di crisi scanditi da continui rialzi del prezzo del petrolio già da tempo preoccupavano gli addetti ai lavori, fino a che, con l’approssimarsi di quota 100 dollari al barile, giovedì le borse hanno chiuso tutte in calo. Leggi il seguito di questo post »

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Una tragedia annunciata che lascerà tutto come prima

Come sempre accade in Italia, occorre la tragedia per accorgersi di un problema. Occorre la quasi bancarotta dello stato per accorgersi del debito pubblico, occorrono i morti negli ospedali per accorgersi della malasanità e occorre una barbara uccisione come quella della povera Giovanna Reggiani per accorgersi del problema immigrazione. Leggi il seguito di questo post »

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Un fisco vorace che non si ferma nemmeno davanti ai forni

Il fisco giacobino di Visco può veramente arrivare là dove nemmeno il suo artefice può immaginare, come dimostra il caso di Roberto Pecol, panificatore di Verzegnis, un paese a 60 chilometri da Udine che conta un migliaio di abitanti. Il Pecol è l’unico panificatore della zona e la sua attività consiste, oltre a vendere generi alimentari essenziali (pasta, olio, sale, prodotti freschi e bombole del gas), nel consegnare il pane a domicilio a molte persone anziane che, altrimenti, sarebbero costrette ad andare a Tolmezzo che dista più di 10 chilometri dalla zona. Insomma, la classica botteghina che funge da punto di riferimento per tutto il circondario.  Leggi il seguito di questo post »

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