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	<title>Carlo Zucchi blog</title>
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	<description>L'unica mano che ti puoi aspettare dallo Stato è quella che si infila nelle tue tasche</description>
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		<title>Perché l’Europa è destinata a non sopravvivere alle tentazioni stataliste dei suoi tecnocrati</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 08:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Crescita. Questa è la parola d’ordine che campeggia da anni nel dibattito pubblico. Eppure, più se ne parla e meno si propongono soluzioni coerenti a riguardo. Da destra a sinistra si tuona contro l’austerity, ma solo per poter scialacquare quel po’ di denaro che lo stato italiano riesce a estorcere ai propri cittadini e indebitare [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2616&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Crescita. Questa è la parola d’ordine che campeggia da anni nel dibattito pubblico. Eppure, più se ne parla e meno si propongono soluzioni coerenti a riguardo. <span id="more-2616"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Da destra a sinistra si tuona contro l’austerity, ma solo per poter scialacquare quel po’ di denaro che lo stato italiano riesce a estorcere ai propri cittadini e indebitare ancor più Stato, famiglie e imprese. E chi predica il rigore (Monti), predica bene e razzola malissimo, perché si guarda bene dall’applicarlo al settore pubblico, salvo massacrare di tasse il privato. E per un paese che ha il suo maggior problema nell’eccesso di presenza pubblica nell’economia, non mi sembra la soluzione migliore per far ripartire le cose. Insomma, sia gli spendaccioni, sia i tecnocrati pro-austerity sono accomunati da un unico proposito: non diminuire il perimetro d’azione dello Stato e degli enti pubblici. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Come mai? Certo, per un politico è sempre più vantaggioso spendere a favore alcuni, piuttosto che diminuire le imposte per tutti, perché a lui interessa il voto del 50% più 1 degli elettori per vincere le elezioni. Infatti, lo strumento della spesa pubblica consente di spendere a favore di alcuni i denari di tutti, che sono tanti in assoluto e ancor di più se ripartiti tra pochi (il 50% più 1), che ne traggono perciò un vantaggio sufficientemente grande da spingerli a essere riconoscenti al momento del voto.<br />
Ma a preservare lo Stato così com’è, oltre a queste motivazioni già da tempo note alla scienza politica, ce ne è un’altra legata al Trattato di Maastricht e ai famosi parametri basati sui rapporti deficit/pil e debito/pil. Parametri che hanno il difetto di alterarsi fortemente non appena il Pil, posto al denominatore del rapporto, non cresce o diminuisce. Infatti, se il Pil cala, i rapporti deficit/pil e debito/Pil tendono ad aumentare, a meno che le voci presenti al numeratore non arrivino a zero, cosa possibile (e auspicabile), almeno in linea teorica, solo nel rapporto deficit/Pil.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E a tutto ciò si aggiunga che in sede di contabilità nazionale gli stipendi pubblici, che sono parte rilevante di quella spesa corrente il cui taglio tutti invocano, vengono computati nel calcolo del Pil, dando per scontato che un reddito percepito costituisca un reddito prodotto, cosa vera nel privato, i cui costi e ricavi sono sottoposti ogni giorno al giudizio del mercato, ma non necessariamente per il settore pubblico, la cui inefficienza è scaricata sul contribuente. In poche parole, grazie a questi sistemi assurdi di contabilità nazionale, se si taglia la spesa pubblica diminuisce il pil e così aumenta il rapporto debito/pil, i conti peggiorano, indebitarsi sui mercati diventa più costoso e aumenta la spesa per interessi e con essa il debito. Insomma un cane che si morde la coda.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Del resto, cosa aspettarsi da tecnocrati imbevuti di teorie stataliste che hanno creato un’Europa fatta a immagine e somiglianza dell’ex-Unione sovietica. E che sta per fare la sua stessa fine. E per gli stessi motivi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 22/3/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2616/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2616/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2616&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Perché l’etica francescana premia il mercato</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 2013 09:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la prima volta nella storia della Chiesa, un Papa ha scelto come nome pontificale quello di Francesco, in onore del santo di Assisi che scelse di spogliarsi dei suoi beni per condurre un’esistenza votata alla povertà. Ma la figura di San Francesco, la sua concezione di vita e lo sviluppo della riflessione teologica francescana [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2612&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per la prima volta nella storia della Chiesa, un Papa ha scelto come nome pontificale quello di Francesco, in onore del santo di Assisi che scelse di spogliarsi dei suoi beni per condurre un’esistenza votata alla povertà. <span id="more-2612"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ma la figura di San Francesco, la sua concezione di vita e lo sviluppo della riflessione teologica francescana sono qualcosa di diverso e assai più complesso di quel che ci viene presentato da una pubblicistica spesso preconcetta e superficiale. Francesco era figlio di mercanti e il pensiero francescano si sviluppò in territori di fiorenti commerci, come la Toscana medievale, grazie agli apporti di Bernardino da Siena e Antonino da Firenze, e la Linguadoca, regione del sud della Francia che aveva in Montpellier una città-mercato importantissima e nella cittadina di Narbonne il luogo di nascita di Jean Pierre d’Olivi (1248-1298), il più profondo pensatore economico francescano, la cui analisi giunge a conclusioni opposte a quelle di un pauperismo banale e conformista. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La povertà è il punto di partenza della riflessione teologica francescana sul problema del prezzo delle merci stabilito in base a regole che lo rendano moralmente accettabile. Partendo dalla nozione di “mancanza”, intesa come privazione, Olivi valuta i beni economici, soffermandosi sulla differenza tra oggetti necessari e oggetti superflui, definendo perciò la povertà volontaria come una tecnica d’uso delle cose basata sulla conoscenza della loro specifica utilità. Basti pensare alla differenza tra le cose necessarie subito e le cose necessarie adesso”: le prime, che possono essere necessarie anche in futuro, sono costituite da quegli oggetti di primaria importanza come il cibo, il vestiario o l’occorrente per la semina, mentre ciò che desideriamo adesso non sempre è per noi prioritario. Insomma, la riflessione sulla ricchezza parte da un’analisi dei modi di valutazione del necessario e del superfluo e il criterio dell’indigenza induce a concentrare lo sguardo sui bisogni soggettivi, piuttosto che sul modo di produzione dei beni atti a soddisfarli. Il valore economico delle cose varia perciò a seconda di quanto esse siano ritenute necessarie o superflue, il che spinge Olivi a indicare appunto nella “mancanza” il principio in base al quale si assegna alle cose un prezzo, con l’autoprivazione che diventa perciò una scuola che insegna a misurare il bisogno e la necessità. Riguardo al denaro, Olivi ne scorge l’utilità qualora non venga tesaurizzato e trattato come un oggetto utile di per sé, ma come il prezzo di qualcosa di utile, che finisce per allargare lo spettro delle relazioni sociali da rapporti fondati su conoscenze personali e sullo scambio di favori reciproci a rapporti di scambio fra persone tra loro estranee. Perciò, è la volontà di fare uso delle cose (e del denaro) per soddisfare necessità o desideri a rendere etici e socialmente sensati la ricchezza e lo scambio. E non sarà un caso, allora, se Olivi individuerà nei mercanti persone degne di trovare posto nell’universo etico francescano, scoprendo un po’ per volta la possibilità che hanno i ricchi di essere simili ai poveri di Cristo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel “disordine” del mercato, dovere del mercante era quello di “attribuire” valori corretti e probabili alle cose nel momento in cui venivano scambiate. Infatti, solo chi, come i mercanti, possedeva conoscenze pratiche relative a circostanze di luogo e tempo nei vari mercati, inclusi quelli più lontani, era in grado di stabilire un prezzo che, seppur in maniera imperfetta, mettesse d’accordo acquirenti e venditori. Non così valeva (e vale) per i governi, che pur potendo fissare d’imperio i prezzi, non saranno mai in grado di farlo adeguatamente, perché privi di quelle conoscenze pratiche dei mercati, necessarie per prendere decisioni equilibrate. Per i francescani medievali, nel mercante c’è qualcosa di altamente virtuoso se non di eroicamente civico che ne fa un interlocutore privilegiato dei poveri in Cristo. Il suo impegno indefesso, la sua abitudine a rischiare e la sua attitudine a valutare ne fanno il promotore della circolazione delle ricchezze utili alla società cristiana nel suo insieme. Il denaro connesso all’attività mercantile appare ai francescani assai diverso rispetto a quello dell’usuraio, che lo accumula al solo scopo di consumare e rivendere al fine di guadagnare di più oppure per bloccarlo cristallizzandolo in tesori improduttivi, lussi inutili e viveri superflui. Usuraio è chi accumula denaro bloccandone il movimento, è il creatore e il percettore di rendite parassitarie, mentre il mercante, con la sua attività che pure è orientata al profitto, arreca beneficio all’intera comunità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Insomma, chi vede nel francescanesimo un marxismo ante-litteram non capisce che mentre Francesco e i suoi seguaci hanno sempre predicato la povertà vivendola sulla propria persona senza condannare l’altrui ricchezza, i marxisti hanno fatto l’esatto contrario demonizzando l’altrui ricchezza senza mai rinunciare ai propri agi. Se un po’ di francescanesimo non potrà che far bene a un mondo che deve riacquistare equilibrio e sobrietà, la sua vulgata marxista rischia di estendere all’umanità intera le conseguenze nefaste che la Teologia della Liberazione ha riversato sull’America Latina. Un inferno che Papa Francesco ben conosce.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 16/3/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2612/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2612/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2612&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La casta è ladra, ma i moralisti non sono meglio</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 09:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Leonardo Sciascia coniò a suo tempo il termine “Antimafia di professione” per designare tutto quel mondo che, riempiendosi la bocca di chiacchiere sulla lotta alla mafia, si è costruita una carriera. E da diversi lustri abbiamo i professionisti dell’anticorruzione e dell’anti-evasione fiscale, ossia gente che ha fatto del moralismo più bieco e superficiale il proprio [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2607&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Leonardo Sciascia coniò a suo tempo il termine “Antimafia di professione” per designare tutto quel mondo che, riempiendosi la bocca di chiacchiere sulla lotta alla mafia, si è costruita una carriera. <span id="more-2607"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E da diversi lustri abbiamo i professionisti dell’anticorruzione e dell’anti-evasione fiscale, ossia gente che ha fatto del moralismo più bieco e superficiale il proprio cavallo di battaglia. Peccato, che vent’anni di moralismo e manipulitismo abbiano prodotto altrettanta corruzione e un clima di odio reciproco che alimenta lo spirito di fazione, già alto in noi italiani, distorce la realtà e rende impossibile la ricerca di soluzioni per uscire da questo momento di crisi. Anzi, è triste dirlo, ma è in parte grazie a corruzione ed evasione fiscale che quel poco di economia produttiva riesce a sopravvivere. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Indubbiamente, la casta politica ladra e corrotta esiste e non è un’invenzione. Ma laddove i moralisti distorcono la realtà è quando illudono loro stessi e il prossimo che cambiando personale politico andremo incontro a un fulgido periodo d’oro di onestà e abbondanza. Purtroppo, abbiamo una casta ladra e corrotta, non solo di politici, ma anche di faccendieri e imprenditori legati alla politica, perché è necessaria a scavalcare i vincoli imposti da una burocrazia opprimente. L’Italia è un paese strozzato da tasse e burocrazia e chi fa impresa non è costretto a convivere con queste difficoltà come un tempo, ma chiude o fallisce, perché le banche chiudono i rubinetti del credito e sempre più spesso richiamano le aziende a rientri impossibili. Purtroppo, è un sistema di regole sbagliato che seleziona una classe dirigente corrotta e non viceversa. Ci siamo illusi che dopo il crollo della prima repubblica il cambio di legge elettorale e di parte del personale politico le ruberie finissero o diminuissero, invece così non è stato. Davvero ci si può attendere una rivoluzione da chi, come i grillini, non brilla certo per competenza ed esperienza come accadde per leghisti e berlusconiani? Saranno onesti finché si vuole, ma quanto sono scafati nel leggere e capire il bilancio dello stato italiano?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La retorica dell’onestà e dell’anti-corruzione tanto di moda nel paese è la stessa del capro espiatorio. Ti illude di risolvere tutto identificando un colpevole, il che mette il paese nelle mani di magistrati invasati con la missione di “rivoltare il paese come un calzino”, magari con l’aiuto di cronisti beceri e ruffiani a loro asserviti, con l’unico risultato che ai problemi esistenti si aggiungono quelli dovuti all’instaurarsi di uno stato di polizia, con meno libertà, più vincoli, più divieti e con la conseguente necessità di ulteriore corruzione per poter smuovere ciò che rimane dell’economia. Sì, anche perché questi moralisti, come rimedio chiedono sempre più Stato e più controlli, senza curarsi dei costi di entrambi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nulla puzza più di cadavere di questa onestà andata a male. Dio ce ne scampi, perché questi moralisti retrogradi ci faranno rimpiangere i ladroni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 14/3/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2607/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2607&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Da Bersani a certe toghe, un&#8217; Italia allo sbando</title>
		<link>http://carlozucchi.wordpress.com/2013/03/11/da-bersani-a-certe-toghe-un-italia-allo-sbando/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 17:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Le manfrine che in questi giorni stanno accompagnando la formazione del nuovo governo testimoniano lo sfascio di istituzioni da tempo non più adatte per governare il paese. Si pensi solo al fatto che le Camere verranno convocate a distanza di tre settimane dall’esito elettorale: bizantinismi giustificabili in tempi antichi in cui raggiungere luoghi distanti occorrevano [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2601&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le manfrine che in questi giorni stanno accompagnando la formazione del nuovo governo testimoniano lo sfascio di istituzioni da tempo non più adatte per governare il paese. <span id="more-2601"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Si pensi solo al fatto che le Camere verranno convocate a distanza di tre settimane dall’esito elettorale: bizantinismi giustificabili in tempi antichi in cui raggiungere luoghi distanti occorrevano settimane. E ai bizantinismi del nostro sistema istituzionale si vanno ad aggiungere quelli dei nostri politici, tra i quali svetta per irresponsabilità Pierluigi Bersani, che nonostante abbia detto in campagna elettorale che se anche avesse avuto il 51% dei voti avrebbe governato come se avesse preso il 49%, continua a corteggiare il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che di fargli da stampella non ne vuole sapere, pur di non fare governi di larghe intese con il centrodestra. Piuttosto, sarebbe disposto a tornare subito alle urne, fregandosene delle reazioni dei mercati, alle quali era assai attento quando al governo c’era il Cavaliere. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Insomma, a Bersani l’insuccesso elettorale ha dato alla testa e a una campagna elettorale fallimentare sta facendo seguire un dopo voto delirante, imperniato sul rifiuto di un governo con il centrodestra, perché lì elettorato del Pd non lo vuole. Del resto, di che stupirsi; per due decenni i post-comunisti hanno educato all’odio verso Berlusconi i propri elettori e i propri militanti e un’alleanza post-elettorale con Berlusconi rischierebbe di provocare in questi ultimi un’autentica ribellione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E come se non bastasse questo bailamme allestito da Pd e grillini, ecco puntuale l’intervento della magistratura. La condanna a un anno di Silvio Berlusconi per violazione del segreto istruttorio, dopo che questo è stato violato impunemente per 20 anni dalle procure di mezza Italia, ripropone drammaticamente il problema principale attorno a cui ruotano i mali della politica italiana: la magistratura che fa politica, invece di far rispettare la giustizia. La persecuzione giudiziaria nei confronti di Silvio Berlusconi è un fatto palese, che però trova un terreno di legittimazione in un’opinione pubblica divisa tra i faziosi, che in nome della verità di partito negano l’evidenza di una persecuzione giudiziaria ai danni di Berlusconi, e gli indifferenti, che pur riconoscendo la cosa, l’hanno pigramente accettata come un male necessario con cui convivere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ma gli uni e gli altri sono lo specchio di un’Italia corrotta nel profondo dell’anima. Quella che accetta che un magistrato possa togliere arbitrariamente la libertà a una persona sulla base delle proprie simpatie politiche e ideologiche è un’opinione pubblica che non può che favorire l’avvento al potere di una classe politica di ladroni. Certo, un’opinione pubblica esasperata dalle conseguenze di una crisi severa e dolorosa che rende le ruberie dei politici ancor più intollerabili. Ma non fino al punto da giustificare il proprio consenso allo stupro del diritto che si sta consumando nel paese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 11/3/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2601/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2601/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2601&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Movimento 5 Stelle, sinistra per la decrescita</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 08:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Se la seconda repubblica ha riproposto lo schema della scissione di Livorno tra socialisti e comunisti, con Berlusconi, erede dei primi, e i post-comunisti eredi…di loro stessi, oggi abbiamo la terza sinistra, rappresentata dal Movimento 5 Stelle, che si ispira a Serge Latouche, il profeta della decrescita. E cosa ancor più assurda, è che i [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2597&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Se la seconda repubblica ha riproposto lo schema della scissione di Livorno tra socialisti e comunisti, con Berlusconi, erede dei primi, e i post-comunisti eredi…di loro stessi, oggi abbiamo la terza sinistra, rappresentata dal Movimento 5 Stelle, che si ispira a Serge Latouche, il profeta della decrescita. <span id="more-2597"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E cosa ancor più assurda, è che i profeti della decrescita hanno attirato gran parte del voto di quei giovani che si lamentano per mancanza di opportunità, dovuta appunto alla mancanza di crescita. Se i giovani di oggi si riconoscono nel Movimento 5 Stelle e nei suoi valori, c’è ben poco da stare allegri. Reddito di cittadinanza, chilometri zero e anticapitalismo in varie salse: l’antitesi della società aperta. Si pensi al reddito di cittadinanza, ossia un minimo garantito a tutti. Al di là dei problemi di copertura finanziaria, è un provvedimento che mira a proteggere, non a offrire opportunità, che premia la voglia di sicurezza, comprensibile in vecchi e bambini, non il rischio e l’intraprendenza, che si vorrebbero in giovani e adulti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Riguardo ai chilometri zero, con quelli si fa poca strada. Del resto, gli amanti dell’ambientalismo bucolico le strade le detestano, ma quella dei chilometri zero e dell’ambientalismo bucolico è la medesima retorica comunitaria del piccolo mondo antico, delle sue certezze e delle sue sicurezze, della mancanza di imprevisti e di novità. Ciò che caratterizza le ideologie anticapitalistiche e ambientaliste è l’approccio infantile e “materno” alla discussione dei problemi, il fascino regressivo delle “immagini materne” (rappresentate da Madre Natura), che fa breccia in particolare nei bambini. Le “immagini materne” accennano alle fantasticherie di un ritorno all’età dell’oro e a una sorta di paradiso infantile di totale felicità riconducibile a quello della vita preconscia nel grembo materno, il che si traduce inconsciamente nel desiderio arcaico di una fusione con Madre Natura e nell’adesione a ideologie, come quelle ambientaliste, che ci riportano allo stadio primitivo dell’infanzia del mondo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Non a caso, il pensiero del guru del Movimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio, si fonda sulla profezia apocalittica secondo cui, in seguito a imminenti guerre ideologiche, razziali e religiose che porterebbero alla morte di 6 dei 7 miliardi di abitanti del mondo, il miliardo di sopravvissuti abolirà «i partiti, la politica, le ideologie e le religioni», sostituite da «Gaia», ossia la Terra come organismo vivente e unica divinità, nel cui nome un «nuovo governo mondiale» selezionato e organizzato tramite Internet governerà il mondo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E Beppe Grillo è il profeta di questo delirio, mentre l’Italia dei bamboccioni è il terreno ideale per questa ideologia infantile. Un terreno ben coltivato da chi, battendosi contro ogni forma di concorrenza, ha finito per penalizzare proprio i giovani, che necessitano di mercati liberi da posizioni di rendita impossibili di scalzare e non di comodi alibi per giustificare le proprie mancanze.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 5/3/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2597/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2597/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2597&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Emilia-Romagna: Pd e Grillo, le sinistre l’un l’altra armate</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 07:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Raffrontando i dati delle politiche 2008 a quelli di lunedì 25 febbraio, si può notare come in Emilia-Romagna l’exploit del Movimento 5 Stelle abbia eroso consensi un po’ a tutti i partiti, raggiungendo un 24,6% alla Camera e un 23,08% al Senato. Già nel 2008, la coalizione Pd-Idv era sotto il 50% (49,95%), contro il [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2591&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Raffrontando i dati delle politiche 2008 a quelli di lunedì 25 febbraio, si può notare come in Emilia-Romagna l’exploit del Movimento 5 Stelle abbia eroso consensi un po’ a tutti i partiti, raggiungendo un 24,6% alla Camera e un 23,08% al Senato. <span id="more-2591"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Già nel 2008, la coalizione Pd-Idv era sotto il 50% (49,95%), contro il 36,36% del centrodestra, mentre il centro senza Monti e Fli, e con la sola Udc era al 4,27%. In Senato le differenze erano quasi nulle: centrosinistra al 49,41%, centrodestra 36,56% e Udc al 4,6%. Oggi abbiamo Pd-Sel con un 40,2% alla Camera e un 42,13% al Senato, centrodestra con un 20,8% alla Camera e un 21,33% al Senato e un centro con l’aggiunta di Monti e Fini con un 9,3% alla Camera e un 8,91% al Senato. Il Pd, in particolare, alla Camera passa da un 45,73% nel 2008 a un 37% del 2013, e al Senato passa dal 45,44% del 2008 a un 39,16% del 2013. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In pratica, il centrodestra è stato salassato un po’ da Grillo e un po’ da Monti, con una Lega caduta a percentuali attorno al 2/3%, anche perché ha concentrato tutti i suoi sforzi alla conquista della Lombardia. Il centrosinistra è stato salassato un po’ da Monti, ma soprattutto da Grillo. Numeri alla mano, il potere dell’ex-Pci viene in qualche modo eroso scendendo al di sotto del 40%, il che è da salutare positivamente in una regione-regime in cui il Pci, nelle sue varie denominazioni, ha eretto negli anni un sistema di potere politico-ideologico-clientelare che non ha eguali nel mondo occidentale. Eppure, non si può non notare come questo travaso di voti non benefici forze liberali e moderate. No, poiché il grosso dei voti persi dall’ex-Pci è andato al Movimento 5 Stelle, una forza politica collocabile in qualche modo a sinistra, come dimostrano i costanti riferimenti a Serge Latouche, il sociologo-economista francese che teorizza l’ideologia della decrescita, o al premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Se da un lato il consenso verso il Pd diminuisce, l’Emilia-Romagna va sempre più a sinistra, anche per colpa dell’opposizione di centrodestra, che ha visto anch’essa i propri voti travasati verso Grillo. Sda sempre, nel vecchio Pci vigeva la massima “niente nemici a sinistra”. Oggi, invece, proprio a sinistra è collocato il competitore più insidioso dell’ex-Pci. Perciò, la lotta è tra due sinistre: una moderata, ma solo in quanto detentrice del potere, e l’altra barricadera, ma populista e vagamente qualunquista. E si sa, quando due forze ideologicamente socialiste entrano in contatto, o colludono o danno via a un conflitto radicale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Come in Angola negli anni Ottanta, quando si combattevano comunisti filo-sovietici e comunisti filo-cinesi, anche in Emilia-Romagna due forze di sinistra, pur senza ricorrere alle armi, si contendono il potere. E nonostante abbia conosciuto un’industrializzazione importante e un’imprenditorialità diffusa, l’Emilia-Romagna si conferma terra ostile alla tradizione liberale e questa ostilità viene puntualmente confermata dai risultati delle urne.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 28/2/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2591/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2591/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2591&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Mantenere il centrodestra in linea di galleggiamento era l’unica vittoria che Berlusconi poteva ottenere</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 08:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[A politici ed elettori del centrodestra non è parso vero di rivivere il déjà vu del 2006, quando la dabbenaggine di una sinistra astiosa e confusionaria resuscitò Cdl e Lega, usciti malconci dal deludente quinquennio governativo 2001-2006. Vedendo dai sondaggi come si stavano mettendo le cose, Berlusconi ha fatto l’unica cosa che poteva fare, ossia [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2583&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">A politici ed elettori del centrodestra non è parso vero di rivivere il déjà vu del 2006, quando la dabbenaggine di una sinistra astiosa e confusionaria resuscitò Cdl e Lega, usciti malconci dal deludente quinquennio governativo 2001-2006. <span id="more-2583"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Vedendo dai sondaggi come si stavano mettendo le cose, Berlusconi ha fatto l’unica cosa che poteva fare, ossia rimettersi alla guida del centrodestra per riportare, per quanto possibile, partito e coalizione in linea di galleggiamento. E gli è andata bene, anche perché la mancata vittoria alla Camera fa ricadere su Bersani l’onere di fare una proposta di governo a Grillo o al centrodestra. E pure le promesse fatte in campagna elettorale potranno a buon diritto finire nel dimenticatoio, perché tanto la maggioranza alla Camera l’ha il centrosinistra. Insomma, il centrodestra ha potere di veto, ma non di proposta, situazione assai comoda. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Eppure, il momento è delicato e le reazioni dei mercati al voto con lo spread in rialzo impongono decisioni strategiche importanti, a partire dall’elezione del nuovo Presidente della Repubblica e della probabile proposta da parte di Bersani di un governissimo che faccia poche cose, tranquillizzi i mercati e riporti il paese alle urne con una legge elettorale che assicuri una maggioranza stabile; proposta che presumibilmente verrà fatta in tempi brevi e che richiederà un’altrettanto celere risposta per evitare le speculazioni sui nostri titoli pubblici. Ma soprattutto, Berlusconi deve fare quel che non ha fatto in questi anni, ossia dare vita a un partito che possa sopravvivergli. In questi anni, assieme a Bossi ha dato una casa politica ai ceti produttivi, casa di cui però è stato pessimo amministratore e che necessita di ingenti restauri e forti cambiamenti (meno carisma e più idee), così da darla in condizioni decenti a chi verrà dopo. Come sempre Berlusconi ha fatto una campagna elettorale efficace, ma non può trasformare ogni elezione in un referendum pro o contro di lui. E poi, certe percentuali non le raggiunge più, perché la sue difficoltà al governo hanno definitivamente offuscato la sua stella.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Del resto, più che una rimonta sua, l’esito elettorale è stato un flop di Bersani a vantaggio di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle. Un successo, quello di Grillo, che era nell’aria, anche se non si pensava che si imponesse come primo partito italiano. Chi sostiene che finalmente con il parlamento pieno di grillini ci sarà una vera opposizione che controlla davvero, tenga conto molti sono sì giovani e puri, ma inesperti del palazzo e non sempre in grado di muoversi tra i suoi bizantinismi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In ogni modo, l’alto numero degli incerti entrati in cabina si è trasformato in un autentico plebiscito per il comico genovese, segno che, comunque, molti di quei voti sono in libera uscita più di quanto si pensi, il che ci fa capire che non sarebbe poi così difficile riportarli “a casa” per dei partiti non ridotti a comitati d’affari ormai quasi del tutto incapaci di rinnovarsi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 27/2/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2583/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2583/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2583&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Perché la sinistra è antipatica</title>
		<link>http://carlozucchi.wordpress.com/2013/02/27/perche-la-sinistra-e-antipatica/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 08:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://carlozucchi.wordpress.com/?p=2577</guid>
		<description><![CDATA[Nel 2005, il sociologo progressista Luca Ricolfi scrisse un libro dal titolo Perché siamo antipatici?, riferito alla sinistra e alla sua cronica incapacità di sfondare a destra. Ebbene, quel libro è quanto mai attuale, perché i post-comunisti, con la loro forma mentis ideologica fatta di simboli, idealtipi, categorie astratte e nemici di classe, sono incapaci [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2577&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel 2005, il sociologo progressista Luca Ricolfi scrisse un libro dal titolo Perché siamo antipatici?, riferito alla sinistra e alla sua cronica incapacità di sfondare a destra. <span id="more-2577"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ebbene, quel libro è quanto mai attuale, perché i post-comunisti, con la loro forma mentis ideologica fatta di simboli, idealtipi, categorie astratte e nemici di classe, sono incapaci di imparare dall’esperienza e finisce sempre per commettere gli stessi errori. Se perdono è perché Berlusconi infinocchia gli italiani con le Tv, la gente non li capisce (ma non sono i difensori del popolo?) e per questo sono preda di quell’indignazione perenne dai tratti infantili che si riscontra in chi non accetta una realtà difforme dai propri desideri. Se nel 2006 partirono con 10 punti di vantaggio e si ritrovarono pari, quest’anno hanno fatto “ancor meglio”, sprecando ben 15 punti di vantaggio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Politicamente, Bersani è andato incontro a una disfatta ancor peggiore di quella di Prodi nel 2006 e sconfitta è stata la scelta del popolo delle primarie del centrosinistra del novembre 2012, rivelatasi, come scrissi a suo tempo, più decisiva delle politiche di domenica e i fatti mi hanno dato ragione. Purtroppo, con la scelta di Bersani è stata premiata l’opzione comunista Pd-Sel, , dimostrando una volta di più come a sinistra, in 60 anni il Pci abbia allevato un elettorato di questurini ideologizzati e rancorosi verso l’avversario politico, sia esso De Gasperi, Andreotti, Craxi o Berlusconi. Da qui e dai pregiudizi ideologici della classe politica e intellettuale post-comunista nasce la più totale incapacità di comprendere esigenze e problemi dei ceti produttivi e di comunicare con l’altra metà dell’italico cielo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Renzi era e rimane l’unico candidato in grado di parlare alla metà degli italiani che non vota a sinistra, non ha la supponenza di chi si ritiene migliore, non crede di far parte dell’”Italia giusta” e ha l’aria scanzonata di un ragazzo semplice, ma con il piglio di chi sa cosa dice. Insomma, il leader giovane adatto a sconfiggere grillini e centrodestra e a mandare a casa Berlusconi, anche perché Renzi aspira appunta a mandarlo a casa, come si conviene in democrazia, non in galera, come accade nell’Italia dei Di Pietro, degli Ingroia e dell’ex-Pci.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Scegliendo l’alleanza con Vendola, Bersani si è precluso i voti degli elettori del centro, che hanno votato Monti, e di destra, che si sono divisi tra il ritorno da Berlusconi, il voto al Movimento 5 Stelle o il rifugio nell’astensione, mentre a sinistra Ingroia e Grillo hanno tolto voti a un Pd che in seguito alla scandalo Mps si è visto ritorcere contro decenni di bieco giustizialismo. Insomma, Bersani è il grande sconfitto e a lui spetta il triste onere della scelta tra il governare con Grillo, che l’ha insultato pesantemente per tutta la campagna elettorale, e il nemico mortale Berlusconi. Una scelta adatta a un leader forte con una visione ampia e non a un leader che aspira tutt’al più a smacchiare giaguari. E senza nemmeno riuscirci.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 27/2/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2577/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2577&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Salvate il soldato Oscar Giannino</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 08:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Salvate il soldato Giannino, il bravo e pirotecnico giornalista si è dimesso da Fare per Fermare il Declino, partito da lui stesso fondato. Dimissioni seguite a quelle dell’economista e co-fondatore Luigi Zingales, rassegnate in seguito a un master millantato dallo stesso Giannino alla Chicago Booth University (la stessa in cui insegna Zingales), fatto ritenuto grave, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2573&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Salvate il soldato Giannino, il bravo e pirotecnico giornalista si è dimesso da Fare per Fermare il Declino, partito da lui stesso fondato. <span id="more-2573"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Dimissioni seguite a quelle dell’economista e co-fondatore Luigi Zingales, rassegnate in seguito a un master millantato dallo stesso Giannino alla Chicago Booth University (la stessa in cui insegna Zingales), fatto ritenuto grave, poiché Fare per Fermare il Declino è il movimento che più di tutti invoca maggior trasparenza all’interno della politica e della Pubblica Amministrazione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La reazione di molti attivisti di Fare è stata improntata al “Ma come, con quello che accade negli altri partiti, si fa un gran baccano per un master millantato?”. Purtroppo, non è questo il punto. Se Berlusconi si comporta come si comporta, chi continua a votarlo lo fa senza dare troppa importanza a questioni come moralità, decoro e decenza. Insomma, Berlusconi può spararle grosse senza pagare dazio, mentre Giannino, che per conquistare il voto di ex-berlusconiani delusi da comportamenti indecorosi (oltre che da mancati tagli di tasse) ha impostato il suo messaggio su competenza e moralità, finisce per pagare dazio anche per una bugia di poco conto come quella relativa a un master millantato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Inoltre, vedere il testo delle intercettazioni riportato dal Giornale in cui Giannino faceva pressioni su Formigoni, non è bello per chi predica più moralità. Nulla di illegale, intendiamoci, ma poco edificante. Piuttosto, tutti gli anti-berlusconiani che hanno fatto campagne moralistiche contro il Cavaliere, compresa quella contro la legge anti-intercettazioni, facciano le dovute riflessioni e non si lagnino perché i fogli berlusconiani pestano. Questo fa parte del gioco. Più intercettazioni non vogliono dire più trasparenza, ma più potere discrezionale a Stato e magistrati di mettere in giro le intercettazioni riguardanti alcuni e di distruggere quelle che riguardano altri. Del resto, non è un caso che la Repubblica di Platone, l’Utopia di Thomas More e la Città del Sole di Campanella, tutti e tre progetti politici totalitari, prevedessero case con porte e finestre, affinché tutti potessero essere controllati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Purtroppo, il caso Giannino, come quello Berlusconi, ci dicono che a destra la figura del leader è cruciale e gli errori dei leader, persone con le loro debolezze e i loro difetti, hanno ricadute a tal punto gravi sulla vita dei loro partiti, da arrivare a comprometterne persino l’esistenza. E nel caso di Giannino gioca anche il fatto che tra intellettuali, personalismi e rotture dei rapporti per motivi futili sono all’ordine del giorno. Diversamente, la sinistra riesce a prescindere dalla figura del leader, perché ha il cemento ideologico, che ha un impatto moralmente corruttivo ancor più profondo su elettori e militanti e, soprattutto, rende il partito più forte, perché in grado di sopravvivere agli errori dei singoli. E proprio per questo i comunisti ce li ritroviamo sempre tra le scatole. Con tutto il male che ciò comporta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 21/2/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2573/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2573/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2573&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dall’Italia giusta minacce alla libertà</title>
		<link>http://carlozucchi.wordpress.com/2013/02/19/dallitalia-giusta-minacce-alla-liberta/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 08:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlozucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia giusta. È lo slogan agghiacciante che campeggia sui manifesti elettorali del Pd. E in un paese totalmente privo di cultura liberale come l’Italia, nessuno avverte quale minaccia si celi dietro a tale slogan. In questi giorni abbiamo avuto modo di vedere sprazzi di Italia giusta all’opera, quella dei magistrati, come nel caso di Finmeccanica, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2565&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’Italia giusta. È lo slogan agghiacciante che campeggia sui manifesti elettorali del Pd. E in un paese totalmente privo di cultura liberale come l’Italia, nessuno avverte quale minaccia si celi dietro a tale slogan. <span id="more-2565"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In questi giorni abbiamo avuto modo di vedere sprazzi di Italia giusta all’opera, quella dei magistrati, come nel caso di Finmeccanica, il cui Ad Orsi è stato arrestato con l’accusa di aver pagato tangenti al governo indiano per l’aggiudicazione del contratto di fornitura di 12 elicotteri AW-101 da parte della Agusta Westland, cosa che anche i governi di paesi più civili sono soliti fare quando si rapportano con paesi come l’India. E infatti, la Francia ne ha subito approfittato per prendersi le commesse di Finmeccanica. E lo stesso discorso vale per l’Ilva di Taranto, dove un gip dall’ideologia convinta sta facendo di tutto affinché l’azienda leader della siderurgia italiana chiuda i battenti sulla base di dati vecchi e controversi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Naturalmente, questa Italia giusta è ideologicamente collettivista, perché i giusti sono sempre collettivisti. Infatti, la vecchia morale liberale dava regole individuali di comportamento: la società pareva migliore se i suoi membri si comportavano bene. La morale collettivista dei nostri magistrati e dei giusti in genere si propone di moralizzare la società plasmando gli individui. La morale tradizionale diceva alle persone cosa fare; la nuova morale dice alla società cosa diventare. Insomma, se la morale tradizionale mirava al bene, quella nuova mira al giusto. Non sono più gli individui a dover filar diritto, ma è la società che va resa più «giusta». In nome della giustizia (sociale, naturalmente), le persone sono state via via dispensate dal giudicare gli altrui e i propri comportamenti, così da diventare incapaci di discernere non soltanto ciò che è legale da ciò che non lo è, ma anche ciò che è bene da ciò che è male, per se stessi e per gli altri. Tanto, deputato a stabilire cosa è giusto è il burocrate di turno, attraverso qualche “sacra” circolare amministrativa, o il magistrato “democratico” che sentenzia “in nome del popolo”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E, quel che è peggio, con Mani Pulite si è fatto credere agli italiani che il furore forcaiolo di alcuni Savonarola con la toga sia il rimedio a tutto, come se vivessimo nel migliore dei sistemi possibili che non funziona solo perché amministrato da persone cattive, quando invece è il sistema essere a tal punto marcio da poter funzionare solo grazie alla corruzione. Sì, perché la selva di tasse, di disposizioni burocratiche e di leggi incoerenti tra loro rende impossibile fare impresa e produrre ricchezza e solo chi conosce concretamente gli ingranaggi della burocrazia è in grado di aggirarne gli ostacoli attraverso la corruzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Perciò, solo chi si ribella a tutto questo potrà portare il paese fuori dalla melma in cui sta sprofondando, mentre dai giusti, vecchi e nuovi, che difendono lo status quo, possiamo aspettarci solo ulteriori perdite della nostra libertà.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">(</span></span></em><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Voce di Romagna, 19/2/2013)</span></span></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/carlozucchi.wordpress.com/2565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/carlozucchi.wordpress.com/2565/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=carlozucchi.wordpress.com&#038;blog=2312261&#038;post=2565&#038;subd=carlozucchi&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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