Cari politici, mettetevi a fare gli imprenditori (se ci riuscite)

L’attuale classe di governo non perde occasione per mostrare la propria ignoranza e la propria arretratezza. Qui si legifera e si proibisce con la leggerezza tipica degli incompetenti, come nel caso del tetto agli stipendi dei manager delle società quotate, o come in quello della reazione isterica alla sentenza del Consiglio di Stato che ha autorizzato l’associazione agricola Futuragra a seminare i propri terreni a transgenico. Reazione cha ha visto il Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia in prima fila, seguito da politici e associazioni di destra e di sinistra, perché in Italia di bipartisan sembrano esserci solo l’ignoranza e la dabbenaggine.

Riguardo alla prima perla, mercoledì 27 gennaio è stato approvato al Senato un emendamento Idv alla legge comunitaria, che prevede un tetto agli stipendi annui dei manager delle società quotate, che non devono superare gli stipendi dei parlamentari. Nel testo si prevede anche che il compenso annuo di amministratori, componenti del cda di istituti di credito preveda il divieto di includere le stock option e le azioni tra le loro indennità. Già il fatto che l’emendamento sia stato proposto dagli accademici della Crusca dell’Italia dei Valori dovrebbe far riflettere. Ma il fatto che sia stato approvato, significa che la cultura economica che alberga nelle nostre istituzioni è davvero preoccupante. È ancora un paese in cui vigono proprietà privata e libertà contrattuale quello in cui viene stabilito con un atto coercitivo che un manager debba guadagnare quanto un parlamentare? E sulla base di che cosa? Il Ministro dell’Economia Tremonti ha espresso dubbi di costituzionalità. Speriamo che ciò serva a far rientrare il tutto. Il fatto grave, però, rimane. Quello approvato al Senato è un provvedimento di stampo sovietico, intriso della peggior demagogia. In nome di dubbi motivi di ordine etico ispirati a un egualitarismo meschino e senza senso, l’unica cosa che si può ottenere è la fuga delle imprese dall’Italia. Persino in Svizzera sono incorsi in tali provvedimenti. Conseguenza: il colosso alimentare Nestlé è pronto a spostare la propria sede dalla Svizzera a un altro Paese, come ha affermato in un’intervista al quotidiano Sonntag il presidente del gruppo Peter Brabeck. Già l’Italia ha grosse difficoltà ad attirare investimenti esteri sul proprio territorio. Con provvedimenti del genere quei pochi temerari leveranno le tende. E pure in fretta.

E che dire delle reazioni seguite alla sentenza del Consiglio di Stato sul caso Futuragra? L’ostracismo tutto italiano verso gli ogm ha del surreale. Come accadde con il nucleare, siamo l’unico paese industrializzato che ha deciso di farne a meno. Il rifiuto di nucleare e ogm denota l’abissale arretratezza della nostra classe politica, che sembra afflitta da un’ignoranza geneticamente immodificabile. Io mi domando e chiedo con quale pudore il Ministro dell’Agricoltura Zaia si arroghi il diritto di stabilire cosa debba essere coltivato e cosa no, una volta stabilito che le coltivazioni transgeniche non presentano problemi per la nostra salute. Come argomento contro gli ogm viene portato il fatto che così l’Italia non valorizza le sue tipicità. Ma ogni paese ha suoi prodotti tipici, eppure noi siamo l’unico a chiudere agli ogm. Cosa possa rappresentare un’occasione imprenditoriale non spetta a un burocrate o a un politico deciderlo, ma agli imprenditori che, stando ogni giorno sul mercato, sono in grado di captare le preferenze dei consumatore.

Purtroppo, l’intera agricoltura europea è distorta da un sistema politico di incentivi e sussidi, la famigerata Pac, che impedisce al sistema dei prezzi di fungere da regolatore degli scambi. Grazie ai sussidi erogati a fondo perduto, troppi agricoltori non si preoccupano di cosa e quanto produrre, perché una volta incassato il sussidio sono al riparo da qualsiasi rischio. Del resto, quanto accaduto a Rosarno è emblematico. Le arance potevano rimanere tranquillamente sugli alberi a marcire, perché tanto, una volta ricevuto il sussidio, la stagione poteva dirsi felicemente conclusa, a vantaggio di proprietari e politici, e a discapito di contribuenti, consumatori e, come abbiamo visto, lavoratori. Inoltre, tanti impiegati possono conservare il loro poderino, magari allungando qualcosina (possibilmente in nero) a qualcuno che dia giusto una sistematina al fondo per renderlo presentabile nei weekend. Senza sussidi molte di queste persone che lavorano in città sarebbero spinte a cedere il loro pezzo di terra a veri imprenditori agricoli in grado di valorizzare il fondo nel migliore dei modi a tutto vantaggio dei consumatori. Ma l’aspetto più deteriore dell’intervento politico in campo agricolo è quello consorzi di acquisto, spesso sotto forma di cooperative, formatisi in seguito a incentivi da parte di istituzioni politiche (Ministero, Regioni, ecc.). Questo fa sì che la filiera sia composta da soggetti che, in virtù di incentivi pubblici, detengono un potere di mercato tale da costringere diversi produttori agricoli (soprattutto piccoli) a vendere sotto costo.

Insomma, la nostra classe politica non perde occasione di ficcare naso e mani dove non deve. Con l’aggravante che sono più sono ignoranti e meno si rendono conto dei danni che fanno, e più sono incapaci e più pretendono di sapere cosa è meglio per noi. Ma se si ritengono così bravi da sapere cosa è meglio per noi consumatori, come mai non hanno avviato un’impresa? Come mai, se si ritengono così bravi, invece di investire il proprio denaro continuano a dilapidare quello altrui?

 

(La Voce di Romagna, 3/2/2010)

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  1. #1 di Matteo Corsini il febbraio 3, 2010 - 6:11 pm

    Tutto condivisibile: ignoranti, incapaci e incompetenti. Con l’aggravante dell’arroganza.

  2. #2 di Leonardo Facco il febbraio 6, 2010 - 9:49 am

    Perle di saggezza!

  3. #3 di Balandran il febbraio 8, 2010 - 6:36 pm

    in realtà l’OGM è il miglior alleato delle colture locali: già dal 1999 era disponibile un Pomodoro San Marzano GM, resistente a un virus che ha decimato la specie. Ma non si è voluto usare: ora la maggior parte di quelli in commercio sono “TIPO San Marzano” TIPO!

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