Il politicamente corretto uccide il mondo libero

È ancora fresco lo sconcerto per le parole pronunciate la settimana scorsa da parte dell’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, che ha affermato che “pare inevitabile” l’adozione di parti della sharia nel sistema legislativo britannico. L’alto prelato ha inoltre affermato che “Ci sono modi di guardare alle dispute matrimoniali che prevedono un’alternativa al divorzio come lo conosciamo noi”, precisando che bisogna guardare alla sharia “con un occhio più attento” e “non semplicemente associarla alle pratiche, usate in alcuni paesi islamici, come le punizioni estreme o l’atteggiamento negativo nei confronti delle donne”.
Purtroppo, però, le parole dell’Arcivescovo di Canterbury non sono isolate, ma rispecchiano una situazione che vede la Gran Bretagna come una nazione all’avanguardia del più pernicioso multiculturalismo politicamente corretto. Il Daily Mail, ad esempio, ci informa che nonostante la bigamia e la poligamia siano illegali in Gran Bretagna, il governo ha deciso di sostenere economicamente le famiglie poligamiche maomettane a condizione che i vari matrimoni siano avvenuti all’estero, in nazioni che riconoscano come legale la poligamia. Dalla BBC apprendiamo che a Huddersfield, nel West Yorkshire, una locale scuola confessionale cristiana ha optato per censurare la celebre fiaba dei “Tre porcellini” per paura di offendere la locale comunità maomettana. Inoltre, secondo un recente rapporto, in diverse scuole del Regno Unito verrebbero censurati gli studi riguardanti episodi considerati offensivi per la comunità islamica primi fra tutti il genocidio ebraico e le crociate. Molti docenti, infatti, avrebbero difficoltà ad imporre lezioni che possano infastidire il sentire degli alunni islamici. A Oxford, i genitori di bambini della Rose Hill Primary School sono furiosi, in quanto hanno ricevuto una lettera su cui c’era scritto che la carne hallal sarebbe stata servita a tutti i bambini e che questa decisione faceva parte di una “politica di integrazione a scuola”. Tutto questo su pressione fondatore dell’associazione dei mussulmani di Oxford, mentre le proteste dei genitori “autoctoni” non sono serviti a niente. D’altronde, alzare la voce contro questo andazzo appare alquanto difficile se si pensa che il vescovo di Rochester, Michael Nazir-Ali, ha subito minacce di morte per aver denunciato l’esistenza, in Inghilterra, di “no-go areas” in cui i non musulmani rischiano grosso se provano a entrarvi, mentre un lavoratore cristiano è stato licenziato da un ospedale per aver litigato con degli islamici che avevano coperto il crocifisso e la statua della madonna in una sala di preghiera. Infine, come se tutto questo non bastasse, il Corriere della Sera di martedì 5 febbraio ci informa che la scrittrice musulmana anglo-bengalese Monica Ali ha detto: “L’identità britannica? Un modello che non esiste. Invece l’identità musulmana esiste eccome, e va tutelata!
Vorrei davvero che il nostro Nicholas Farrell ci potesse smentire, ma la politica britannica verso l’islam sembra riassumersi in “frontiere spalancate e braghe calate”. Chi, come il sottoscritto, ha sempre visto nella Gran Bretagna la patria del liberalismo “pratico”, applicato più alla vita concreta che a dottrine perniciose, non può non provare immensa tristezza a vedere come nessuno, nemmeno al di là della Manica, sembri preoccuparsi se il dispotismo della sharia guadagna terreno. È un peccato, perché la Gran Bretagna è la patria della common law, del pensiero politico liberale che da John Locke si dipana a tutto il XVIII secolo, nonché della scienza e della tecnica che hanno dato vita alla rivoluzione industriale. E se la Gran Bretagna piange, anche l’Olanda non ride. È notizia di questi giorni che un’organizzazione cattolica olandese ha proposto di cambiare nome al digiuno quaresimale, ribattezzandolo “Ramadan cattolico”, in quanto «L’immagine del digiuno cattolico deve essere ripulita. Il fatto che usiamo un termine islamico è legato al fatto che tra i giovani il Ramadan è un concetto più conosciuto della Quaresima».
È davvero mortificante vedere come l’Europa, culla del mondo libero, sia vittima di una classe politica insulsa e di intellettuali che, come osserva il filosofo francese  Pascal Bruckner, guardano l’immigrato “non come un altro me stesso, ma come un essere che brilla nel suo lontano e inalterabile splendore in quanto non è stato macchiato dalla modernità”. In verità il multiculturalismo non è altro che un apartheid legale nel quale intellettuali anticapitalisti, con capitali spesso cospicui, spiegano ai poveri che il denaro non fa la felicità e che è un pessimo affare scambiare le gioie dei costumi, dei matrimoni forzati e del velo con il fardello della libertà. Questi intellettuali vogliono che i membri di queste comunità restino dei pezzi da museo, abitanti di una riserva che vogliono preservare dalle “calamità” del progresso e della civiltà. Fregandosene, magari, se questi sventurati sono in fuga da regimi dispotici, o alla ricerca di maggior libertà e migliori condizioni di vita. Tanto, chi se ne frega se rischiano di trovarsi sotto il giogo di comunità islamiche capeggiate da imam senza scrupoli che riescono a imporsi grazie a ingenti risorse spesso provenienti dai burattinai del terrore. E forse anche alla complicità di politici pavidi e di intellettuali alienati che hanno fatto dell’odio di sé e del mondo libero la loro ragione di vita.

 (La voce di Romagna, 15/2/2008) 

 

About these ads
  1. Lascia un commento

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d bloggers like this: