MULTATO PRIMA DELLA SCADENZE DEL TICKET (G. Schiavon, Il Resto del Carlino)

Questa è la storia di uno di noi, anche lui multato per caso in Via San Giacomo, cioè in una strada dentro città con gente tranquilla che lavorava (lui compreso). Qualche giorno fa il signor Uno di Noi parcheggiava all’altezza del Civico 9 negli appositi spazi delimitati da strisce blu e paga diligentemente l’altrettanto apposito ticket. Orario scadenza sosta: ore 13,19. Dopo aver sbrigato gli impegni di lavoro torna alla macchina: ore 13,15. E sul parabrezza trova una multa di euro 36, staccata da un accertatore Atc. Quando? Alle 13,11, otto minuti prima della scadenza dello stra-apposito ticket. Motivo? C’è scritto sul verbale: “Sostava senza esporre alcun titolo di pagamento”. C’è, più sotto, anche una “nota dell’accertatore”: “Espone tiket non visibile”. Il signor Uno di Noi nota fra sé e sé che questa storia evidenzia, oltre alla mancanza della “c” di ticket, anche altre lacune.

Nel rimirare il tagliando-sosta che fa bella mostra di sé sul cruscotto, riflette: come è stato possibile “accertare” che non esponevo alcun titolo di pagamento e contemporaneamente che lo esponevo sì, ma “non visibile”?

A questo punto la faccenda subisce una brusca accelerazione. L’automobilista preventivamente multato e conseguentemente irritato chiama l’Atc: chi risponde l’invita a cercare l’accertatore per farsi azzerare la sanzione. Lui, con l’aria che tira, paga un altro ticket e a piedi si mette alla caccia. Ne trova tre, di accertatori, ma non quelli giusti: gli spiegano che il collega è appena smontato e suggeriscono di chiamare la centrale dei vigili. Detto fatto, ma il nuovo interlocutore consiglia di rivolgersi agli uffici di via Enzo Ferrari perché lì ,finalmente, carte alla mano (ticket e verbale) “annulleranno la multa”.

E così il signor Uno di Noi si presenta all’indicato sportello per raccontare della sua multa arrivata “in anticipo di 8 minuti”. La vigilessa lo guada e sintetizza: “Paghi oppure faccia ricorso al prefetto o al giudice di pace”. “Ma non è giusto! – protesta lui – Non posso pagare regolarmente prima il ticket e poi la multa. E non ho il tempo di fare ricorsi…”. Lei chiama la superiora che conferma l’”iter”. Lui ribatte: “Ma alla vostra centrale mi hanno detto che qui, carte alla mano, annullavate tutto e subito”. “Sì, lo so – dice la vigilessa superiora – quelli si sbagliano e mandano qui tutta la gente che protesta. Con chi ha parlato? Ha annotato il nome sul tesserino esposto sulla divisa?”. “Guardi, era impossibile: ho telefonato”. “Ah, e allora: ha almeno ascoltato la voce registrata che dice “risponde l’operatore numero…”. L’automobilista beffato tira il freno a mano per non andar troppo su di giri, limitandosi a replicare: “No, non l’ho ascoltata la nocetta. Però può dirmi il suo, di nome, così stavolta mi posso regolare”. Risposta della vigilessa superiora: “Ah, questo poi no”.

È a quel punto che il signor Uno di Noi cede per sfinimento e se ne va. Alleggerito, in prospettiva, di 36 euro, ma arricchito dalla scoperta che a Bologna, oltre alla sanzione repressiva, viene ora applicata anche la “multa preventiva, quella che scatta prima dell’eventuale infrazione.

(Gianluigi Schiavon, Il Resto del Carlino, cronaca di Bologna, 20/12/2007)            

  1. #1 by Luciano on marzo 21, 2008 - 8:45 pm

    E’ proprio una sciocchezza!!! Comunque se l’accertatore ha scritto che esponeva ticket non visibile vuol dire che era esposto male ed il “signor uno di noi” doveva fare solo una cosa: esporlo correttamente!!
    Non credo sia difficile esporre il ticket corettamente e lui non è riuscito a fare neanche quello….comunque spesso i palmari degli accertatori possono scattare foto e quindi probabilmente non sarà difficile in sede di ricorso verificare come sono andate le cose!!!

  2. #2 by Danilo on maggio 19, 2009 - 4:33 pm

    Tutta la mia solidarietà al sig. Uno di Noi. L’accertamento della sosta viene sistematicamente svolto come una TRUFFA! Ho appena ricevuto 38 € di multa per aver lasciato l’auto sulle strisce blu, mentre attraversavo la strada e cercavo un parchimetro funzionante!!! Parcheggio, metto le 4 frecce, per far capire (a chi, poi?), attraverso la strada ed il primo parchimetro non funziona. Guardo a destra ed a sinistra. Nessun accertatore, un parchimetro a 150 metri, sotto il solleone. Ok, anche se devo stare solo 5 minuti ci vado, perchè ho senso civile, io. Prendo mia figlia per mano ed arrivo al parchimetro. Ma anche quello è guasto. Mi giro per cercarne un altro e vedo l’accertatrice davanti alla mia auto! Corro (pargola al seguito) e le dico “stavo cercando di pagare!” “No, impossibile, lei è fermo qui da almeno un quarto d’ora! Ho già fatto la multa!” Da notare che ero andato a prendere mia figlia a scuola alle 16:50 a Ceretolo e la scenetta si è svolta in via Malvasia alle 17:02 (orario del verbale)… Vi pare possibile che ci abbia messo così poco? Eppure mi toccherà pagare, perchè anche il sistema per fare reclamo è fatto per dare ragione solo ai professionisti del reclamo. Come posso io dimostrare che stavo andando a pagare? A meno di ritenere valida la testimonianza di mia figlia che ha 6 anni… Inoltre per poter fare reclamo occorre la notifica che aggiunge altri 12 € per un totale minimo di 50 €. Se per caso il Giudice di Pace respinge il ricorso (e non sarebbe neppure assurdo che lo facesse, è la mia parola contro quella di due accertatori, li mandano in coppia anche per questo…), mi toccherebbe pagare la multa intera: 114 € + 12 € di notifica + le spese del Giudice di Pace… No comment…

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